Alibaba ha investito in Moonshot AI una somma tale da segnare il più grande round di finanziamento di una startup cinese, segno che ritiene che il concorrente di OpenAI possa davvero fare strada. Del resto, Alibaba è in difficoltà da anni, con l’inasprimento delle normative tecnologiche che rendono ancora più difficile fare soldi nella già stentata economia cinese. Questa lotta si sta manifestando in Borsa: gli investitori hanno fatto scendere il titolo della società di e-commerce di tre quarti rispetto al picco del 2021. Non c’è quindi da stupirsi se Alibaba sembra riporre le sue speranze in un’altra tecnologia: Moonshot AI, creatore del chatbot di intelligenza artificiale generativa “Kimi“, lo stesso tipo di tecnologia di ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google. L’investimento di Alibaba non si limiterà ad acquisire una partecipazione in un’azienda probabilmente all’avanguardia nel lucroso settore dell’IA, ma il denaro potrebbe accelerare lo sviluppo di Moonshot, creando potenzialmente strumenti all’avanguardia che Alibaba potrebbe utilizzare per ottimizzare le catene di approvvigionamento e automatizzare parti dell’attività.

La maggior parte dei grandi investitori ha abbandonato il Paese e l’anno scorso ha investito la minor quantità di denaro in operazioni cinesi dal 2019. Gli investitori sauditi, invece, hanno preso questo fatto come un segnale di acquisto, investendo centinaia di milioni in aziende tecnologiche cinesi come proprio Alibaba e SenseTime. Resisteranno per recuperare i loro soldi, ma nel frattempo vogliono informazioni, spingendo le aziende in cui hanno investito a condividere le loro competenze con i talenti tecnici sauditi.

Gli investitori sauditi non sono gli unici a immergersi nella Cina. La star di “The Big Short“, Michael Burry, ci ha messo tutto il suo zampino, acquistando una quantità di azioni Alibaba tale da farne la principale partecipazione di Scion Asset Management. Si tratta di una scommessa rischiosa, ma almeno a buon mercato: i titoli tecnologici del Paese sono scambiati a circa la metà del prezzo di quelli statunitensi, un’interessante opzione di riserva per coloro che hanno perso l’impennata degli Stati Uniti.