Openjobmetis ricerca sviluppatori informatici per l’azienda Thux
Rosario Rasizza, amministratore delegato Openjob Metis e presidente Assosom

Possibilisti sì, polemici no. E dunque, parlando del decreto dignità, partiamo appunto dai fatti. Moody’s, l’agenzia di rating più autorevole del sistema, ha rinviato il giudizio sull’Italia in attesa di “avere una maggiore visibilità sulla direzione delle politiche del Paese”. Su quel decreto, l’Agenzia ha rilevato che “riduce la flessibilità ed è improbabile che porti a un aumento concreto dei contratti a tempo indeterminato in Italia”. Una mozione di sfiducia, e non espressa dal primo opinionista di passaggio. 

Del resto, penso che l’incertezza sia il vero nemico. Gli imprenditori sono preoccupati e preferiscono adottare logiche prudenziali. Temono un proliferare di conflittualità che farà solo lavorare di più gli studi legali. Non capiamo davvero perché si sia affrontato in questo modo un tema delicato. Sarebbe bastato convocare le parti e ascoltare i pareri di chi opera sul mercato. Noi non siamo contrari a rivedere le norme e siamo sempre disponibili al miglioramento continuo. In realtà, l’esperienza e la conoscenza profonda del mercato del lavoro che abbiano noi, agenzie per il lavoro, sono mistificate e poco riconosciute. 

Eppure, è anche grazie a noi che centinaia di migliaia di persone vengono avviate al lavoro. Oltre il 30% di chi passa da un’Agenzia per il Lavoro viene assunto a tempo indeterminato. Noi non viviamo sulla precarietà. 

La nostra app Agriforjob è un esempio di innovazione applicata alla tutela della dignità del lavoro

L’alternativa qual è? Il lavoro nero? Le aziende non possono sempre garantire il tempo indeterminato perché si muovono su un mercato complesso e non sempre prevedibile. Inoltre, oggi un punto fondamentale della nostra attività è la formazione mirata all’inserimento lavorativo stabile. C’è infatti una stretta correlazione tra le attività di Forma.Temp – un Fondo per la formazione professionale finanziato con un contributo, a carico delle Agenzie per il Lavoro, pari al 4% delle retribuzioni lorde corrisposte ai lavoratori somministrati – con la domanda espressa dal mercato: il che qualifica l’istituto della somministrazione come efficace strumento di politica attiva: abbiamo 243.337 persone formate ogni anno, 37.574 corsi attivati, 200 milioni di risorse spese, più 69 milioni in politiche passive. Il 60% dei lavoratori in somministrazione hanno partecipato a un corso di formazione e Forma.Temp garantisce un lavoro ad almeno il 35% dei corsisti. 

La formazione è del resto uno degli elementi centrali così come lo sono le prestazioni welfare, garantite tramite l’Ente Bilaterale Ebitemp, che sostiene, tutela e agevola i lavoratori in somministrazione.

Tutto questo non ci colloca forse come soggetto attivo nel mercato del lavoro che va ben oltre quell’idea pregiudizievole di noi che ci ritrae come dispensatori di precarietà?

Ci sono poi le innovazioni operative, che trovano spesso nelle Agenzie una fonte di efficace creatività. Ad esempio, sul dramma del caporalato, Openjobmetis ha appena lanciato sul mercato una App, Agriforjob, di cui siamo orgogliosi perché riesce oggettivamente a tutelare lavoratori e datori lavoro nel sopperire a esigenze impreviste, dettate magari dal meteo, gestendo assunzioni in chiaro, con la trasparenza e l’efficienza dell’informatica.

In generale, la formula della somministrazione esclude qualsiasi forma spuria e illecita di rapporto di lavoro. E non a caso, Agri4job ha già suscitato molti riscontri, già dall’ultima vendemmia. Ha ragione il ministro Di Maio nel richiamare tutti al rispetto della legge contro il caporalato, e appunto la formula della somministrazione nel settore agricolo – che Agriforjob fluidifica – permette alle imprese di rispettare la legge senza perdere efficienza. 

E’ solo un esempio di innovazione applicata alla tutela della dignità del lavoro. Ma è un esempio eloquente.