I presidenti cinese e americano, Xi Jinping e Donald Trump con le rispettive consorti
I presidenti cinese e americano, Xi Jinping e Donald Trump con le rispettive consorti

Washington e Pechino tornano a misurarsi attorno allo stesso tavolo, questa volta con una posta economica che va ben oltre la diplomazia. Il previsto incontro tra Donald Trump e Xi Jinping arriva mentre si avvicina la scadenza della tregua commerciale tra le due potenze e sullo sfondo restano dazi, terre rare, tecnologia e investimenti. Dopo la visita di Trump a Pechino dello scorso maggio, sarebbe ora Xi a raggiungere Washington, in un passaggio particolarmente delicato per due economie alle prese con pressioni interne e interessi sempre più intrecciati.

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La tregua commerciale e il negoziato sui dazi

Il cuore economico del confronto resta l’intesa raggiunta a Busan nell’ottobre 2025, che ha sospeso la Affiliates Rule americana in cambio della prosecuzione delle esportazioni cinesi di terre rare e minerali critici. L’accordo dura un anno e si avvicina alla scadenza: entrambe le parti puntano a una proroga, ma con orizzonti differenti. Prima del vertice saranno il segretario al Tesoro Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng a cercare un terreno comune sul quale costruire il possibile compromesso commerciale.

Sul tavolo un’intesa da 30 miliardi

Pechino guarda però oltre il semplice rinnovo della tregua. La parte cinese attenderebbe un pacchetto nell’ordine di 30 miliardi di dollari, circa 26 miliardi di euro, di importazioni esentate dai dazi o sottoposte a tariffe ridotte, in cambio del rispetto degli impegni di acquisto assunti a maggio. Washington cercherebbe invece ulteriori concessioni commerciali. Tra i settori potenzialmente interessati figurano agricoltura e aeronautica, con la possibilità di accordi da presentare durante la visita.

Due economie arrivano al tavolo sotto pressione

Il negoziato si intreccia con una situazione economica complessa sulle due sponde del Pacifico. Sul versante cinese, ad agosto le vendite al dettaglio sono cresciute appena dello 0,4%, mentre gli investimenti in immobilizzazioni sono diminuiti del 7,2% nei primi otto mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Pechino ha inoltre immesso 360 miliardi di yuan, circa 46 miliardi di euro, nelle banche e nelle compagnie assicurative statali per sostenere il credito.

L’intelligenza artificiale entra nella partita

Accanto a dazi e commercio, il vertice potrebbe diventare anche un appuntamento per il capitalismo tecnologico globale. Secondo quanto riferisce l’articolo citando Politico, alla cena di Stato sarebbero attesi Sam Altman, Jensen Huang, Cristiano Amon e Tim Cook. La presenza dei vertici di alcune delle maggiori società tecnologiche porta così al centro del confronto anche la corsa all’intelligenza artificiale, ormai legata direttamente alla competizione economica e strategica tra Washington e Pechino. Tra i nomi circolati nella delegazione cinese figurano anche i vertici di BYD.

Iran e Taiwan, la geopolitica dietro gli affari

Il dossier economico non può infine essere separato dalla geopolitica. Secondo la ricostruzione di Euronews, per Washington uno dei temi sensibili è l’Iran, mentre per Pechino resta centrale Taiwan. L’articolo segnala in particolare un pacchetto di forniture militari statunitensi da 14 miliardi di dollari per Taiwan, pre-approvato dal Congresso ma non ancora formalmente notificato. È su questo intreccio tra commercio, sicurezza e tecnologia che Trump e Xi dovranno cercare di evitare nuove frizioni.