Rimborso tasse

Il fermo amministrativo dell’auto potrebbe presto diventare un ricordo. È quanto prevede il Disegno di legge n. 1945, attualmente all’esame del Senato, che propone di eliminare una delle misure cautelari più contestate utilizzate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Al suo posto verrebbe introdotta una nuova ipoteca legale esattoriale sugli immobili, con l’obiettivo di garantire il recupero dei crediti fiscali senza impedire ai contribuenti di continuare a lavorare.

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Perché si vuole superare il fermo amministrativo

La proposta nasce dalla convinzione che il fermo del veicolo, soprattutto per artigiani, professionisti e piccole imprese, finisca spesso per produrre l’effetto opposto rispetto a quello desiderato. Impedire l’utilizzo dell’auto o del furgone significa infatti limitare la possibilità di svolgere l’attività lavorativa e, di conseguenza, di generare il reddito necessario per pagare il debito. Nella relazione illustrativa del disegno di legge si sottolinea come questa misura risulti spesso sproporzionata e poco efficace anche per l’interesse dell’Erario.

Come funzionerebbe la nuova ipoteca

Il testo prevede che il fermo amministrativo venga sostituito da una ipoteca legale esattoriale iscritta su un immobile del debitore. La misura scatterebbe soltanto per debiti superiori a 10.000 euro e solo dopo un preavviso di 60 giorni, durante i quali il contribuente potrebbe saldare il debito oppure richiedere una rateizzazione. Una volta estinta l’esposizione, la cancellazione dell’ipoteca avverrebbe gratuitamente, senza costi aggiuntivi.

Consentire ai debitori di continuare a lavorare

Secondo i promotori della riforma, il nuovo sistema permetterebbe di conciliare la tutela del credito pubblico con la continuità dell’attività economica del debitore. Un artigiano o un piccolo imprenditore, ad esempio, potrebbe continuare a utilizzare il proprio mezzo di lavoro e produrre reddito, pur in presenza della garanzia iscritta sull’immobile. In questo modo aumenterebbero anche le possibilità di recupero effettivo delle somme dovute.

La riforma è ancora all’esame del Parlamento

È importante sottolineare che si tratta di una proposta di legge e non di una norma già in vigore. Il disegno di legge dovrà infatti completare l’intero iter parlamentare e potrebbe essere modificato nel corso dell’esame. Se approvata, la riforma segnerebbe comunque un cambio di approccio nella riscossione dei tributi, privilegiando strumenti che garantiscano il credito dell’Amministrazione finanziaria senza compromettere la capacità del contribuente di continuare a svolgere la propria attività.