Stellantis
Carlos Tavares, ad di Stellantis

Stellantis Renault, l’ipotesi fusione: secondo fonti finanziarie ci starebbe pensando il governo di Parigi, che detiene il 15% delle azioni della casa automobilistica francese. È quanto riportato dal Corriere della Sera dopo l’intervista rilasciata dall’ad di Stellantis a Bloomberg, nella quale non ha escluso nessuna ipotesi di ulteriore acquisizione per il gruppo che ha già nel portafoglio 14 marchi, ma potrebbe volerne ancora; anche se in mattinata è arrivata la smentita del presidente di Stellantis John Elkann, mentre da Parigi la direzione per la comunicazione di Renault replica così a una domanda dell’ANSA: ”Renault non commenta le voci e le indiscrezioni. Onestamente, non abbiamo alcuna informazione su questo argomento”.

Tavares è stato molto esplicito nel descrivere la brutale realtà del mercato automobilistico: «un mondo darwiniano», secondo l’espressione più volte usata dallo stesso ad di Stellantis: solo i migliori sopravviveranno allo sconvolgimento provocato dalle auto cinesi che stanno invadendo l’Europa. «Se l’industria automobilistica non si muove, è destinata a sparire sotto l’offensiva cinese. I gruppi che non sono preparati affrontano momenti di difficoltà, il che significa che noi di Stellantis dobbiamo tenerci pronti. Chi non fa i compiti in materia di riduzione dei costi finirà in malora» ha scandito Tavares, il cui mandato scade nella primavera del 2026: ci sarebbe spazio secondo molti per un’ultima grande acquisizione.

Stellantis Renault, l’ipotesi fusione: Tavares ha 26 miliardi cash

L’acquisizione però potrebbe anche riguardare Ford o General Motors, il cui valore è stato superato a Wall Street nel 2023 dai marchi americani del gruppo Stellantis (Dodge, Ram, Jeep e Chrysler): «Il solo prerequisito è che l’operazione vada a vantaggio di tutti, e che venga fatta in modo amichevole» ha affermato Tavares, che è forte della ricca tesoreria che accompagna le operazioni del gruppo dall’inizio dell’avventura nel 2021. «La montagna di cash del gruppo gli offre un certo confort e alcune opzioni», ha detto al quotidiano economico Les Echos Michael Tyndall, analista di HSBC, che valuta la tesoreria netta di Stellantis a 26,5 miliardi di euro a fine 2023. Anche per questo il ceo di Stellantis può dire «se vedete che le mie cifre sono a un livello adeguato, potete concludere che sono favorevole a qualsiasi tipo di consolidamento». La muraglia automobilistica anti-cinese, insomma, può crescere ancora.