rate e prestiti

Prestiti bancari a imprese e famiglie, Unimpresa: l’effetto scatenato dell’aumento dei tassi si abbatte sui prestiti bancari: nell’ultimo anno si è registrata una stretta creditizia da 55 miliardi di euro, con una riduzione che supera il 4%. Le banche hanno tagliato tutti i tipi di finanziamenti alle imprese, con una riduzione di 47 miliardi (meno 7%). Per quanto riguarda le famiglie, il saldo è negativo per 8 miliardi, considerando che i mutui sono sostanzialmente fermi, il credito al consumo è cresciuto di quasi 6 miliardi, mentre i prestiti personali sono crollati di oltre 13 miliardi. È quanto emerge dal rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, secondo cui la clientela bancaria fatica a onorare le scadenza con le rate dei prestiti tant’è che le sofferenze nette sono cresciute in un anno di quasi il 10%, passando da 16 miliardi a quasi 18 miliardi. Secondo il Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato statistiche della Banca d’Italia, al netto delle cartolarizzazioni, gli impieghi delle banche ai privati sono crollati di 55,4miliardi (-4,22%), calando dai 1.347,3miliardi di ottobre 2022 ai 1.291,8 miliardi di ottobre 2023.

Prestiti bancari alle imprese, in calo sia quelli a breve che quelli a lungo termine

Più nel dettaglio, i prestiti destinati alle aziende sono passati dai 667,1 miliardi di ottobre 2022 ai 619,7 miliardi di ottobre scorso, con una diminuzione di 47,2 miliardi (-7,09%). Sono fortemente diminuiti sia i finanziamenti a breve termine (fino a 1 anno di durata), passati da 151,2 miliardi a 136,7 miliardi in calo di 14,4 miliardi (-9,54%), sia quelli di lungo periodo (con scadenza superiori a 5 anni), passati da 358,1 miliardi a 328,3 miliardi in discesa di 29,8 miliardi (-8,33%). Calo, ancorché meno accentuato, anche per il credito di medio periodo (fino a 5 anni), sceso di 3 miliardi (-1,91%) da 157,6 miliardi a 154,6 miliardi. Sul fronte delle famiglie, si registra un calo, nell’anno osservato, di 8,1 miliardi (-1,2%) da 680,2 miliardi a 672,1 miliardi. La diminuzione è legata esclusivamente all’andamento fortemente negativo dei prestiti personali, calati di 13,8 miliardi (-9,85%) da 140,4 miliardi a 128,6 miliardi. Cresce, invece, il credito al consumo, seppur a un ritmo nettamente inferiore rispetto agli scorsi anni: l’aumento è di 6,1 miliardi (+5,40%), da 114,5 miliardi a 120,7 miliardi. Fermo il mercato dei mutui: lo stock è passato da 425,2 miliardi a 424,7 miliardi con una variazione negativa di 526 milioni in 12 mesi (-0,12%).