Dal primo luglio entra in vigore nell’Unione europea un nuovo dazio forfettario da 3 euro sui piccoli pacchi importati da Paesi extra Ue. Una misura che punta a riformare il sistema delle importazioni di basso valore e a ridurre le distorsioni legate al boom dell’e-commerce globale, in particolare quello proveniente dalla Cina.
La tassa europea si inserisce in un contesto di forte crescita dei flussi commerciali digitali: nel 2025 sono arrivati nell’Unione circa 5,9 miliardi di articoli con valore inferiore a 150 euro, pari a oltre 16 milioni di pacchi al giorno. Una massa di importazioni che, pur rappresentando il 97% dei pacchi complessivi, pesa solo per il 2% del valore totale delle merci importate.
Scatta il nuovo dazio sui piccoli pacchi extra Ue
Il nuovo sistema prevede un dazio fisso di 3 euro per articolo, applicato alle spedizioni di basso valore spedite direttamente ai consumatori europei. L’obiettivo è rendere più equilibrata la tassazione tra prodotti importati e produzione interna, riducendo al tempo stesso le criticità legate ai controlli doganali su un volume crescente di spedizioni.
La misura avrà carattere temporaneo fino al primo luglio 2028, quando entrerà pienamente operativo il nuovo sistema doganale europeo basato sull’EU Customs Data Hub. Da quel momento, i dazi saranno calcolati in modo più dettagliato in base alla tipologia specifica di merce.
Chi paga la tariffa e come funziona
Nella maggior parte dei casi il costo del dazio non ricade direttamente sui consumatori finali. A farsene carico saranno infatti le piattaforme di e-commerce, i venditori o gli operatori logistici coinvolti nella catena di distribuzione. Gli utenti che acquistano online non risultano legalmente responsabili del pagamento, anche se il costo potrà essere indirettamente trasferito sul prezzo finale dei prodotti.
Il sistema è pensato per essere semplice: il dazio si applica per singolo articolo contenuto nella spedizione. Questo significa che un ordine composto da più prodotti comporta un aumento proporzionale del costo. Ad esempio, tre articoli acquistati in un unico ordine generano un dazio complessivo di 9 euro.
Il ruolo della Cina e i controlli sulla sicurezza
Oltre il 90% dei piccoli pacchi importati nell’Unione europea proviene dalla Cina, confermando il peso dominante del gigante asiatico nel commercio elettronico globale. La Commissione europea ha più volte evidenziato come questa enorme mole di importazioni abbia reso più complesso il controllo degli standard di sicurezza.
Secondo le stime diffuse dalle istituzioni comunitarie, oltre il 60% dei prodotti importati nel 2025 non risultava pienamente conforme agli standard Ue, con particolare riferimento a giocattoli, dispositivi elettronici, cosmetici e integratori alimentari. Un dato che ha accelerato la necessità di rafforzare la vigilanza e la tracciabilità delle merci.
Impatto sull’e-commerce e scenari futuri
La nuova misura rappresenta un passaggio rilevante nella regolamentazione del commercio elettronico internazionale. L’introduzione del dazio forfettario punta a riequilibrare la concorrenza tra operatori europei e piattaforme extra UE, che negli ultimi anni hanno beneficiato dell’esenzione doganale sui piccoli pacchi.
















