La battaglia commerciale tra Europa e Stati Uniti entra nella fase delle eccezioni. La Commissione europea ha preparato un elenco di centinaia di prodotti che Bruxelles vorrebbe sottrarre all’applicazione del dazio del 15% previsto dall’accordo tariffario raggiunto tra Unione europea e Stati Uniti a Turnberry.
Il documento, anticipato e visionato da Euractiv, rappresenta la nuova mossa negoziale della Commissione per limitare l’impatto delle nuove tariffe sulle esportazioni europee dirette verso il mercato americano. L’obiettivo è proteggere alcune delle filiere più rappresentative dell’economia europea, dai prodotti agroalimentari di alta gamma fino ai comparti industriali considerati strategici.
Secondo Bruxelles, l’Unione europea avrebbe già rispettato gli impegni assunti nell’ambito dell’intesa commerciale, eliminando dal primo luglio i dazi su centinaia di prodotti industriali e alimentari provenienti dagli Stati Uniti. Ora la richiesta si sposta sul fronte americano: applicare alle merci europee le aliquote tariffarie ordinarie, evitando l’aggravio del 15% su una vasta gamma di beni esportati negli Stati Uniti.
Al centro della proposta ci sono innanzitutto alcune delle eccellenze simbolo del patrimonio agroalimentare europeo. Tra i prodotti citati figurano formaggi di alta qualità come il Roquefort francese e il pecorino italiano, due esempi emblematici di produzioni legate al territorio e con un forte valore aggiunto sui mercati internazionali.
La lista comprende anche il vino e gli spumanti, comparti fondamentali per molti Paesi europei e in particolare per l’Italia, la Francia e la Spagna. Accanto alle bottiglie destinate al mercato statunitense compaiono altri prodotti del settore delle bevande, come brandy, sidro, birra e diversi distillati: whisky, gin, rum, vodka e liquori.
Il capitolo agroalimentare include inoltre alcune delle principali specialità esportate dall’Europa oltreoceano: olive e olio d’oliva, pasta, tartufi e salumi. Sono prodotti che negli ultimi anni hanno conquistato una presenza sempre più forte nei mercati internazionali, sostenuti dalla crescente domanda di qualità, origine certificata e produzioni legate alla tradizione.
Anche il settore ittico rientra nella strategia di tutela della Commissione. Nell’elenco compaiono infatti prodotti come tonno, salmone affumicato, spigola e polpo, categorie che rappresentano una componente importante dell’interscambio alimentare europeo con gli Stati Uniti.
La proposta di Bruxelles, tuttavia, non riguarda soltanto il mondo del food. La Commissione ha inserito nella richiesta di esenzione anche numerosi prodotti industriali, a dimostrazione di come la questione dei dazi riguardi una parte ampia della struttura produttiva europea.
Tra i beni industriali individuati figurano macchinari agricoli, robot industriali, apparecchiature elettriche, strumenti destinati alla produzione di semiconduttori e prodotti chimici. Si tratta di comparti ad alto contenuto tecnologico, cruciali per la competitività manifatturiera europea e per il funzionamento delle catene globali del valore.
La lista comprende infine anche diversi prodotti del settore sanitario, tra cui fili di sutura chirurgici, medicazioni per ferite, kit diagnostici e tavoli operatori. Un segmento particolarmente sensibile perché coinvolge forniture essenziali per ospedali e sistemi sanitari.
La strategia europea punta quindi a ottenere un’esenzione ampia, proteggendo sia i simboli del made in Europe sia le componenti industriali più rilevanti. La partita non riguarda soltanto il valore economico delle singole esportazioni, ma anche la capacità delle imprese europee di mantenere competitività in un mercato chiave come quello statunitense.
Gli Stati Uniti rappresentano infatti uno dei principali sbocchi commerciali per molte aziende europee, soprattutto nei settori caratterizzati da qualità, innovazione e forte specializzazione. Un aumento dei costi legato ai dazi potrebbe incidere sui margini delle imprese esportatrici, sui prezzi finali per i consumatori americani e sulla capacità delle aziende europee di difendere quote di mercato.
La richiesta della Commissione si inserisce dunque in una fase delicata delle relazioni economiche transatlantiche. Da una parte Bruxelles rivendica di aver rispettato gli impegni dell’accordo e chiede reciprocità; dall’altra Washington mantiene una posizione orientata alla tutela dei propri interessi industriali e commerciali.
















