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Nvidia rafforza i controlli sulla vendita dei chip per l’AI e riduce di oltre la metà il numero di clienti asiatici autorizzati all’acquisto. La decisione, in linea con la strategia di Washington per limitare l’accesso della Cina ai semiconduttori più avanzati, potrebbe aggravare la carenza di processori AI sul mercato cinese.

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Nuova stretta di Nvidia sulle esportazioni dei chip destinati all’intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il gruppo statunitense ha creato una “lista bianca” di clienti autorizzati ad acquistare i propri processori AI, escludendo oltre la metà delle aziende asiatiche che in precedenza potevano accedere ai prodotti.

La decisione arriva al termine di un’approfondita attività di due diligence condotta a Singapore, Malesia e Giappone e punta a impedire che i semiconduttori più avanzati finiscano indirettamente sul mercato cinese attraverso Paesi terzi, aggirando le restrizioni imposte dagli Stati Uniti.

Controlli più severi sui chip AI

Le nuove procedure di conformità prevedono verifiche molto più stringenti sui clienti. Le aziende escluse potranno comunque rivedere i propri processi interni e richiedere una nuova valutazione per ottenere l’autorizzazione agli acquisti.

Tra i soggetti maggiormente coinvolti figurano i cosiddetti neocloud provider, operatori specializzati nell’offerta di infrastrutture cloud dedicate ai carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale e alla crescente domanda di capacità di calcolo per modelli generativi e agenti AI.

La strategia di Washington contro l’export verso la Cina

L’iniziativa di Nvidia si inserisce nel più ampio piano dell’amministrazione statunitense volto a rafforzare i controlli sulle esportazioni di semiconduttori avanzati. Negli ultimi anni Washington ha progressivamente irrigidito le restrizioni tecnologiche nei confronti della Cina, cercando di chiudere le falle che hanno consentito ai chip di ultima generazione di raggiungere comunque il mercato cinese attraverso intermediari localizzati in altri Paesi asiatici.

Secondo il Financial Times, anche il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti sarebbe coinvolto nelle attività di supervisione, fornendo supporto istituzionale ai nuovi controlli introdotti dal produttore americano.

Impatto sul mercato cinese dell’intelligenza artificiale

La stretta rischia di accentuare le difficoltà della Cina nell’approvvigionamento di chip AI. Fonti del settore citate dal quotidiano britannico indicano che il mercato sta già registrando una riduzione dell’offerta, mentre la domanda continua a crescere rapidamente.

La capacità produttiva domestica cinese, infatti, non è ancora sufficiente a soddisfare le esigenze delle grandi aziende tecnologiche, impegnate ad accelerare gli investimenti nell’intelligenza artificiale generativa e nello sviluppo di nuovi agenti AI.

Per Nvidia, la revisione della rete distributiva rappresenta un delicato equilibrio tra il rispetto delle normative statunitensi sull’export e la tutela di uno dei mercati più dinamici al mondo per la domanda di capacità computazionale, in un contesto in cui la competizione geopolitica sui semiconduttori continua a ridefinire gli equilibri dell’industria globale.