Elon Musk, a capo del Dipartimento per l'efficienza del governo degli Stati Uniti (DOGE)

Prima erano i modelli, poi i data center. Adesso la battaglia per l’intelligenza artificiale si combatte soprattutto su chip, energia e capacità di finanziamento. SpaceX si prepara a portare questa corsa su una scala ancora superiore: la società di Elon Musk sta valutando una raccolta da circa 40 miliardi di dollari per acquistare processori Nvidia, affidando ad Apollo Global Management la regia di uno dei più grandi dossier finanziari legati finora alle infrastrutture AI.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Dieci miliardi dalle banche, trenta dai bond

La struttura allo studio, riferisce il Financial Times, sarebbe divisa in due grandi blocchi: circa 10 miliardi di dollari di prestiti bancari e 30 miliardi di nuovo debito investment grade. Apollo avrebbe il compito di organizzare e distribuire il finanziamento agli investitori, mentre Pimco sarebbe tra gli operatori coinvolti nei colloqui. L’obiettivo sarebbe arrivare alla chiusura dell’operazione nel 2027.

Nvidia diventa infrastruttura strategica

Per Musk, la disponibilità di semiconduttori avanzati non è più soltanto una voce di approvvigionamento: è una componente della strategia industriale. SpaceX punta sui sistemi Nvidia per aumentare la potenza dei propri data center legati all’intelligenza artificiale, mentre la domanda mondiale di acceleratori AI continua a crescere. Il risultato è che il chip, un tempo componente tecnologico, assume sempre più le caratteristiche di una vera infrastruttura strategica, al pari dell’energia e delle reti.

Quando Wall Street finanzia la potenza di calcolo

La novità più rilevante dell’operazione è forse finanziaria. Il boom dell’AI sta creando investimenti talmente grandi da richiedere strumenti tipici delle grandi infrastrutture: bond, prestiti sindacati, private credit e capitali istituzionali. Secondo Morgan Stanley, entro il 2028 il settore potrebbe avere bisogno di circa 1.500 miliardi di finanziamenti per sostenere la costruzione dell’ecosistema tecnologico necessario. Il capitale diventa così una seconda materia prima dell’intelligenza artificiale.

Il rischio dietro la grande corsa

La scommessa resta imponente. Il rating investment grade di SpaceX può aprire le porte a investitori come assicurazioni e fondi pensione, ma l’espansione richiede quantità crescenti di capitale e aumenta l’esposizione finanziaria del gruppo. È il paradosso della nuova economia dell’AI: più cresce la domanda di capacità computazionale, più aumenta il debito necessario per costruirla. E proprio la disponibilità dei mercati a sostenere questi investimenti potrebbe diventare uno dei fattori decisivi della prossima fase tecnologica.