Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena si riunisce oggi in un passaggio destinato a pesare sul futuro dell’istituto e sull’assetto del risiko bancario italiano. Sebbene non sia attesa una presa di posizione definitiva, il board potrebbe inviare un primo segnale al mercato sull’Opas promossa da Intesa Sanpaolo, evidenziando come l’offerta, ai valori correnti, non rifletta pienamente il potenziale della banca senese. Secondo le ricostruzioni riportate dal Corriere della Sera, la proposta valorizzerebbe il titolo intorno a 11,14 euro per azione, al di sotto della chiusura di Borsa di mercoledì a 11,46 euro.
Lovaglio rilancia sul valore di Mps
L’amministratore delegato Luigi Lovaglio dovrebbe ribadire la linea già espressa nei giorni scorsi, sostenendo che Monte dei Paschi rappresenta un asset strategico per il sistema finanziario italiano e dispone di un valore ancora non pienamente riconosciuto dal mercato. Il manager aveva già affermato che il potenziale della banca supera i 30 miliardi di euro e, nel corso della riunione, aggiornerà il consiglio sulle prime valutazioni elaborate insieme agli advisor Ubs, Bank of America, BonelliErede e White & Case, incaricati di analizzare gli aspetti finanziari e legali dell’operazione.
Messina difende l’offerta di Intesa
Dal fronte di Intesa Sanpaolo, l’amministratore delegato Carlo Messina continua a sostenere la piena congruità della proposta. Intervenendo all’assemblea dell’Abi, il banchiere ha spiegato che la valutazione riconosciuta a Mps incorpora già un premio significativo, ricordando come i multipli di mercato della banca senese risultino paragonabili a quelli di grandi istituzioni internazionali come Morgan Stanley e Goldman Sachs.
Anche Banco Bpm resta alla finestra
Parallelamente prosegue il confronto con Banco Bpm, che lo scorso 6 giugno aveva avanzato una propria proposta. Secondo quanto emerge, il consiglio dell’istituto milanese avrebbe preso atto della fase di sostanziale stallo apertasi dopo l’iniziativa di Intesa, rimettendo ogni valutazione alle decisioni di Rocca Salimbeni. Il mercato ritiene che un eventuale punto di incontro tra Mps e Banco Bpm dovrebbe essere individuato prima della presentazione dei risultati semestrali del 7 agosto, quando il management senese potrà disporre di un quadro più completo delle offerte sul tavolo. In questo scenario potrebbero poi essere convocate le assemblee straordinarie necessarie, in un calendario destinato a intrecciarsi con quella già fissata da Intesa Sanpaolo per il 10 settembre.
Il risiko entra nella fase decisiva
Sul contesto pesa anche la posizione del Ministero dell’Economia. A margine dell’assemblea Abi, il ministro Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che quella di quest’anno potrebbe essere l’ultima assemblea dell’associazione con il Mef presente come azionista di una banca, riferimento che riguarda la quota del 4,8% detenuta in Mps. Un’affermazione interpretata dal mercato come il segnale della volontà del Tesoro di non influenzare gli sviluppi del consolidamento bancario. Anche l’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha letto in questa direzione le parole del ministro, confermando come il processo di riassetto del settore stia entrando nella sua fase più delicata.
















