
Christine Lagarde prepara il racconto della propria vita mentre intorno al suo futuro professionale si addensano interrogativi sempre più politici. La presidente della Banca centrale europea pubblicherà a fine gennaio 2027 Lady First, la sua prima autobiografia, scritta con il giornalista Marc Hujer: un libro che ripercorre la carriera della francese tra potere, finanza e istituzioni, proprio quando a Francoforte è già cominciata la partita per la successione. Il mandato alla BCE scade soltanto il 31 ottobre 2027, ma le ipotesi di un’uscita anticipata continuano a intrecciarsi con due dossier destinati a pesare sugli equilibri europei: le presidenziali francesi e il futuro del World Economic Forum.
Il memoir che arriva alla vigilia del 2027
L’edizione inglese di Lady First sarà pubblicata da Atlantic Books il 28 gennaio 2027, mentre quella tedesca è indicata per il giorno successivo. I diritti sono stati acquistati anche in Francia e in Italia e il volume ricostruisce l’intero percorso di Lagarde, dall’infanzia a Le Havre alla politica francese, dal Fondo monetario internazionale fino alla presidenza della BCE, soffermandosi sulle grandi crisi economiche attraversate e sulla condizione delle donne nelle stanze del potere. Nel libro compaiono anche testimonianze di figure come Hillary Clinton, Nicolas Sarkozy, Mark Carney, Bono e Dominique de Villepin.
Francoforte e l’ipotesi di un’uscita anticipata
Sul calendario istituzionale non ci sono ambiguità: Lagarde, insediata il 1° novembre 2019, dovrebbe restare alla guida dell’Eurotower fino al 31 ottobre 2027. Ma il tema dell’uscita anticipata è ormai entrato apertamente nel dibattito europeo. A febbraio il Financial Times aveva riferito che la presidente avrebbe potuto lasciare prima della scadenza; nei mesi successivi la stessa Lagarde ha evitato di chiudere definitivamente la porta a questa possibilità. La questione è tutt’altro che formale: anticipare il cambio al vertice significherebbe accelerare la delicata trattativa tra i governi dell’eurozona sulla futura leadership monetaria, mentre nel direttorio della BCE sono già in corso o attesi altri importanti avvicendamenti.
La Francia del 2027 e quella «voce europea»
Il secondo fronte porta direttamente a Parigi. A luglio Lagarde ha ammesso che lasciare prima Francoforte è una possibilità e ha sottolineato la necessità che nel confronto per le presidenziali francesi del 2027 venga ascoltata una forte voce europea. Ha però tracciato un confine preciso rispetto alle interpretazioni politiche delle sue parole: il 9 luglio, intervistata da Euronews, ha dichiarato di non essere “candidata a nulla”. Più che una candidatura all’Eliseo, dunque, allo stato attuale emerge la possibilità di un ruolo nel dibattito politico francese, in una fase nella quale il rapporto tra Parigi, Bruxelles e la stabilità dell’architettura europea sarà uno dei temi centrali della campagna.
L’altro scenario porta a Davos
C’è poi il dossier World Economic Forum. Lagarde fa già parte del board dei trustee dell’organizzazione e in agosto la sua presenza a Ginevra aveva riacceso le indiscrezioni su un possibile passaggio dalla BCE al Forum di Davos. Reuters, citando il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung, ha riferito che durante una riunione del board Lagarde sarebbe stata indicata come possibile candidata alla guida dell’organizzazione e si sarebbe detta «ready to serve». Non si tratta, tuttavia, di una nomina: al momento non è stato ufficializzato alcun passaggio di consegne. Resta però uno scenario credibile nel mosaico del dopo-BCE, tanto più perché il Forum rappresenterebbe una piattaforma internazionale coerente con una carriera trascorsa tra governi, FMI e banca centrale.
Un libro mentre si apre la corsa alla successione
È questo intreccio a rendere l’uscita dell’autobiografia qualcosa di più di un appuntamento editoriale. Lady First arriverà quando mancheranno nove mesi alla scadenza naturale del mandato e mentre diverse capitali avranno già cominciato a muoversi per il controllo di una delle caselle più importanti dell’Unione. Tra i nomi indicati nelle ricostruzioni internazionali figurano l’ex governatore olandese Klaas Knot e lo spagnolo Pablo Hernández de Cos, oggi alla guida della Banca dei regolamenti internazionali, mentre la Germania osserva la partita con i propri possibili candidati. Lagarde, intanto, continua a esercitare pienamente le funzioni di presidente: ma tra libro, Francia e Davos, il 2027 appare già come l’anno in cui la sua traiettoria personale potrebbe incrociare una nuova redistribuzione del potere economico europeo.















