calcolare l'Irpef

L’Irpef in busta paga è una delle forme di tassazione più antiche del sistema contributivo italiano e va a tassare il reddito delle persone fisiche. Chiunque abbia un reddito, dunque, sia come lavoratore dipendente che come autonomo, nonché i soci di impresa, è tenuto a pagare questa imposta. Vista la sua grande diffusione è importante capire bene cos’è l’Irpef in busta paga, come funziona e il meccanismo delle aliquote. Cerchiamo di fare chiarezza su tutti i punti.

Irpef in busta paga, cos’è

Iniziamo subito col dire che l’Irpef in busta paga è un tributo che cresce all’aumentare del reddito del contribuente. Tanto più alto è, maggiore sarà l’ammontare del tributo sul reddito delle persone fisiche. Al fine di calcolare l’Irpef è necessario fare riferimento alle fasce di reddito e alle corrispondenti aliquote di prelievo. Quest’ultime altro non sono che delle percentuali che mutano in base a scaglioni di reddito stabiliti dallo Stato.

In passato, ovvero fino allo scorso anno, i cosiddetti scaglioni Irpef erano cinque, mentre dal 1° gennaio 2022 sono diventanti quattro. Entrando più nel dettaglio, per i redditi fino ai 15.000 euro è stata confermata l’aliquota Irpef al 23%; per i redditi da 15.001 a 28.000 euro l’aliquota è passata dal 27% al 25%, per i redditi da 28.001 a 50.000 euro è scesa dal 38% al 35%, mentre per i redditi oltre i 50.000 euro è stata decisa un’unica aliquota al 43%. È su questi scaglioni e con questi aliquote che si provvede al calcolo dell’Irpef in busta paga.

Si ricorda infine che le novità previste dalle legge avrebbero dovuto essere state applicate da gennaio 2022, tuttavia l’Agenzia delle Entrate ha concesso ai sostituti d’imposta di adeguarsi alle modifiche normative entro aprile 2022. Tale decisione è stata presa anche in virtù del fatto che a marzo 2022 sono state adoperate delle modifiche all’articolo 12 del TUIR, con l’introduzione dell’Assegno unico al posto delle detrazioni per i figli a carico in busta paga.