prezzi del gas

Il Price cap adesso c’è ed è stato fissato a 180 euro al megawattora. La decisione è stata presa dal consiglio europeo e ha il preciso obiettivo di limitare il prezzo del gas, per evitare i picchi che si sono verificati ad esempio nel mese di agosto. Tecnicamente si tratta di un meccanismo di correzione di mercato, che prevede un tetto per il prezzo al gas naturale. Il Consiglio Europeo ha fatto passare la proposta, che è stata in discussione negli ultimi mesi,  pur con qualche divisione tra i paesi Europei. In un primo tempo era stata manifestata la contrarietà della Germania, che però ha votato a favore, mentre gli altri paesi che sembravano essere contrari, Olanda e Austria, si sono astenuti. L’unico voto contrario arrivato è quello dell’Ungheria.

Il price cap non ha risollevato le borse 

Dopo il rialzo dei tassi da parte della Bce della scorsa settimana le borse sono andate in crisi, ma la decisione sul price cap, non è stata sufficiente a invertire del tutto la tendenza, pur con dei rialzi significativi in tutte le borse europee. Nemmeno la notizia che il tetto al gas potrà essere attivato dalla Commissione Ue anche sui mercati secondari se il differenziale con l’indice di riferimento del Gnl sarà di 35 euro al megawattora, è stata sufficiente a rilanciare i mercati come ci si attendeva A Milano il Ftse Mib cede appena lo 0,02% e chiude a 23.683,54 punti. Sale ancora lo spread tra Btp e Bund tedeschi, viaggiando sui 217 punti base. Cresce anche il rendimento del titolo decennale, che si aggira intorno al 4,3%. La notizia dell’approvazione della misura di contenimento della spesa è stata accolta in modo positivo dal presidente del consiglio Giorgia Meloni, che ha espressamente parlato di “una vittoria del governo”. Non sono mancate critiche da parte dell’opposizione e anche di Arera, che hanno definito il prezzo stabilito “troppo alto”.