Il Forma.Temp un meccanismodavvero utile per i giovani

La strutturazione delle agenzie per il lavoro (in sigla, Apl) voluta dalla legge è sicuramente una delle innovazioni più serie nella normativa italiana del settore: tanto seria, che meriterebbe una ben più vasto utilizzo. Ma tra le ragioni dell’impiego ancora inferiore alle medie europee che le imprese italiane fanno delle Apl c’è probabilmente proprio questa loro serietà, che offre garanzie qualitative sia ai lavoratori che alle stesse imprese, a fronte però di un costo superiore rispetto ai contratti atipici spesso preferiti. Ma è appunto un costo che nasce da ragioni precise e “qualitative”.

Per esempio l’iscrizione obbligatoria delle Apl al Forma.Temp, che è il Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori in somministrazione, costituito sotto forma di libera associazione e senza fini di lucro. Sono soci del Fondo le due Associazioni di rappresentanza delle Agenzie per il Lavoro – ApL (Assolavoro e Assosomm), le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori somministrati (FelSA-Cisl, Nidil-Cgil, UilTem.p@) e le tre Confederazioni Sindacali (Cgil, Cisl e Uil). Il fondo riceve e gestisce il versamento del connesso contributo previsto pari a 4% delle retribuzioni lorde dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato e a tempo indeterminato in somministrazione. Le risorse economiche disponibili per il finanziamento delle attività formative e di integrazione al reddito afferiscono ad un conto individuale proprio di ogni Agenzia per il Lavoro.

Il fondo riceve e gestisce il versamento di un contributo pari a 4% delle retribuzioni lorde dei lavoratori assunti

Queste risorse che nel 2016 sono ammontate complessivamente a ben 178 milioni di euro possono essere utilizzate dalle Apl per molti scopi: formazione di base sulla sicurezza, le lingue, l’informatica e la ricerca attiva del lavoro; formazione professionale, sia in aula che “on the job”; formazione continua e ancora qualificazione e riqualificazione professionale, accompagnamento alle cosiddette “Pal Ti” (cioè le politiche attive del lavoro a tempo indeterminato), integrazione al reddito e altro ancora.

Le Agenzie per il Lavoro che vogliano utilizzare i fondi Forma.Temp per il finanziamento di progetti formativi devono presentare al Fondo una scheda progetto attraverso il software gestionale dedicato. Forma.Temp valuta tutti i progetti sia in fase di presentazione (ex ante) sia in fase di rendicontazione. Inoltre, il Fondo, svolge un’attività di monitoraggio qualitativo a campione sui corsi realizzati, sia durante lo svolgimento degli stessi (monitoraggi in itinere), sia successivamente alla rendicontazione degli stessi (monitoraggi ex post). In caso di rilevazione di irregolarità Forma.Temp applica i provvedimenti sanzionatori previsti dal Vademecum.

Per la realizzazione dei loro progetti formativi le ApL possono avvalersi di un soggetto attuatore che abbia le caratteristiche descritte nel Dispositivo di Accreditamento di Forma.Temp. 

La somministrazione produce occupazione stabile

A vent’anni dalla loro istituzione, le agenzie per il lavoro sono tra le protagoniste più qualificate del mercato e la fotografia che ne ha recentemente dato il rapporto «I primi 20 anni del lavoro in somministrazione in Italia» voluto dall’Inapp (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) con The European House-Ambrosetti e Assosomm  lo dimostra. Nel corso del 2016, in totale, sono stati 615mila i lavoratori in somministrazione in Italia pari al 3,5% dell’occupazione complessiva. Un trend di crescita positivo dopo il rallentamento subito negli anni della crisi. Negli ultimi anni la somministrazione ha visto aumentare la quota dei lavoratori nelle fasce di età più alte. Gli ultraquarantenni sono passati dal 20% al 33%, gli over 50 sono raddoppiati, dal 5 all’11%. Integrazione anagrafica, dunque, ma anche sociale: 2 lavoratori su 10 sono stranieri, rispetto a una media di 1 su 10 nell’occupazione in generale. La ricerca ha evidenziato anche la funzione efficace di accompagnamento al lavoro (a 48 mesi dall’attività di lavoro svolta in somministrazione il 71% dei lavoratori risulta impiegato) e di rafforzamento delle competenze (quasi il 40% ottiene attività formative contro il 6,5% della generalità degli occupati) assicurata dalle agenzie.