L’ Italia delle regole è un Paese talmente dissociato che si fa fatica perfino a definirle “regole”. Quel che sta succedendo attorno al caso Moby-Tirrenia rasenta la paranoia. La compagnia di navigazione pubblica (Tirrenia) acquistata dalla famiglia Onorato di Moby alla privatizzazione non è mai stata pagata se non in parte minoritaria. È stata poi gestita disastrosamente perdendo soldi a bocca di barile. Si trova in procedura concordataria e le carte emerse in tribunale hanno rivelato una commistione continua di interessi tra i conti privati dalle famiglia proprietaria e quelli della Tirrenia dove confluivano 90 milioni all’anno di contributi pubblici, che venivano pagati nonostante Onorato da parte sua non pagasse le rate d’acquisto.

Contemporaneamente, emerge dalle inchieste sulla Fondazione Open e sul blog di Beppe Grillo che Onorato ha finanziato abbondantemente dapprima la Leopolda dell’ex premier Renzi per farsi amico l’ex premier e convincerlo a varare una legge effettivamente approvata da quel governo ma talmente demenziale da essere discaricata dall’Unione Europea; e poi, a Renzi decaduto, il blog di Grillo e la Casaleggio Associati per sensibilizzare i Cinquestelle su altre norme. Il tutto per farsi aiutare nella sua gestione dissipatrice della Tirrenia. Aiuti o inefficaci (legge Renzi) o neanche mai prestati (onesta-onestà, o piuttosto incapacità, diranno i giudici).

Nel frattempo lo Stato, su tutte le rotte marittime su cui la Tirrenia di Onorato, scaduta la convenzione che le dava diritto ai contributi pubblici, è stata sostituita da altri armatori privati, sta risparmiando circa 50 milioni di euro all’anno.

E cosa potrebbe ora accadere, in Tribunale? Che, in virtù dell’ordinamento delirante dell’attuale legge fallimentare, la flotta fallita venga restituita alla gestione della stessa famiglia che l’ha fatta fallire, ha intascato contributi buttandoli a mare e ha foraggiato la politica tentando farsi favorire. Gente che uno, quando capisce di che pasta è, si augura di non incrociare mai.

Poi uno dice: “Meno male che c’è Draghi”. Altro che Draghi. Chissà se ne basterebbero mille.