Dopo aver sentito dire che l’IA potrebbe davvero prendersi i nostri posti di lavoro, gli investitori hanno deciso di “dare le dimissioni per primi”: hanno venduto in fretta e furia alcuni titoli di settore, prima che fossero i bot a mandarli in fumo.
La scorsa settimana gli investitori hanno visto “la scritta sul muro” — o meglio, “il codice sullo schermo” — per i titoli del software. Il motivo è che Anthropic ha aggiunto a Claude, il suo strumento di intelligenza artificiale, avanzate funzionalità legali e di ricerca, dimostrando di fatto di rappresentare una minaccia esistenziale per le alternative non basate su IA che svolgono le stesse funzioni.
Poi l’attenzione si è spostata sui broker immobiliari. Il ragionamento è stato semplice: se i sistemi di IA possono abbinare acquirenti e venditori, analizzare i dati degli edifici e redigere contratti di locazione più rapidamente e a costi inferiori rispetto ai modelli attuali, allora l’attuale modello di business rischia di diventare un bersaglio facile. Così, mercoledì, gli investitori hanno scaricato i colossi del real estate, facendo scendere CBRE Group e Jones Lang LaSalle di circa il 12% e Cushman & Wakefield del 14%.
Infine, nel mirino sono finiti i gestori patrimoniali. Dopo l’annuncio della fintech Altruist, che ha presentato uno strumento di IA in grado di trasformare istantaneamente documenti finanziari in strategie fiscali personalizzate, gli investitori hanno venduto senza esitazioni titoli come Charles Schwab e St. James’s Place. Dopotutto, quello è esattamente il cuore del lavoro di un wealth manager.
È vero che l’IA probabilmente sconvolgerà alcuni comparti, svolgendo lo stesso lavoro a costi inferiori. Ma ci vorrà tempo: modifiche contrattuali, regolamentari e nei comportamenti dei clienti possono richiedere anni. E, naturalmente, le aziende più lungimiranti potrebbero riuscire a sfruttare la tecnologia per migliorare il proprio modello di business, aumentando capacità e produttività, riducendo i costi e migliorando i margini.
Per gli investitori di lungo periodo**, questa ondata di vendite potrebbe quindi rappresentare un’occasione per acquistare marchi solidi, con buone prospettive, a prezzi scontati.
















