di Jessica Muller Castagliuolo 

Il restauro della Cattedrale di Notre-Dame dopo l’incendio. La riabilitazione dei pazienti long-covid. La politura del Ponte di Rialto e del Taj Mahal. Una cura per l’acne. Cosa hanno in comune queste imprese straordinarie?  La luce è il filo conduttore. La luce e la tecnologia di un’azienda italiana, che da Firenze ha esportato l’innovazione e il saper fare nostrano in tutto il mondo. Parliamo di El.En, leader mondiale nel settore laser formato da circa 30 società in Italia e nel Mondo e presente in 7 Paesi: Italia, Francia Germania, Giappone, Cina, Usa e Brasile con 13 siti produttivi, 8 centri di ricerca e società controllate. Quotata in Borsa Italiana al segmento Star, l’azienda cresce: nel 2022 il volume d’affari segna un +18% superando i 673 milioni di euro, con un risultato netto di gruppo pari a 55 milioni di euro. 

A portarci dentro a quest’azienda, che unisce a doppio filo innovazione e bellezza, è Andrea Cangioli, Co-Ceo di El.en. 

Sono 35 i siti Unesco restaurati in tutto il mondo, con opere del calibro di artisti quali Leonardo, Caravaggio, Michelangelo. C’è un po’ il Dna di Firenze, il vostro luogo di nascita. 

Sì, sicuramente ad animarci è anche questa attenzione verso il nostro straordinario patrimonio culturale, e poi quello di tutto il mondo. Ma c’è un’altra anima di Firenze che non tutti conoscono. La città è sempre stato un cluster avanzato di tecnologie elettroniche, grazie alla collaborazione del Cnr e dell’Università. La nostra azienda è nata in questo hub dell’innovazione italiano grazie al lavoro di un Professore e di uno studente che hanno fondato una startup. El-En è nata infatti nel 1981 grazie al lavoro appassionato di Leonardo Masotti, ingegnere e docente di elettronica all’Università di Firenze e dell’allievo Gabriele Clementi.  

Pionieri di una tecnologia veramente affascinante. Ci racconti di più, a cosa servono i laser?

“Il laser è una soluzione in cerca di un problema”, dicevano i suoi inventori Arthur Schawlow e Charles Hard Townes. Perché quando fu inventato il primo laser nel  1958 non si sapeva ancora bene a cosa potesse servire questa tecnologia.  Io cambierei un po’ la frase dicendo “Il laser è un’invenzione straordinaria in cerca di un’applicazione”. Ecco, quello che davvero ci contraddistingue nel mercato e, al contempo, ci permette di crescere, è proprio la nostra capacità di focalizzarci su aree di applicazioni specifiche. Offriamo prodotti innovativi che permettono di applicare questa tecnologia a diversi ambiti. 

Quali sono?

Molti hanno un impatto davvero molto importante sulla nostra vita. I nostri macrosettori di applicazione sono tre: medicale, industriale e tutela artistica. All’interno di questi abbiamo diverse applicazioni ciascuna con le sue caratteristiche nei quali siamo diventati leader.  

Ci può fare qualche esempio?

Ecco, nel settore medicale ad esempio abbiamo ideato delle applicazioni affascinanti da diversi punti di vista. Nella medicina estetica ad esempio utilizziamo il raggio Zero per interagire con la pelle andando a rimuovere gli inestetismi. Il fotoringiovanimento fatto sul volto tende a rimuovere le piccole lesioni pigmentali.

Come si farebbe con la pulitura di un’opera d’arte?

Come siamo in grado di curare i capolavori del tempo siamo in grado di curare i nostri pazienti. È interessante vedere come esistano diverse varianti sul tema. Ad esempio le tecnologie che si utilizzano per pulire i manufatti artistici sono molto simili a quelli che si usano per l’epilazione, da un altro punto di vista invece sono simili a quelli che utilizziamo per la rimozione dei tatuaggi.

Siete presenti in Italia, Francia Germania, Giappone, Cina, Usa e Brasile. Nel prossimo futuro guarderete ancora verso est.

Sì, verso la Cina in particolare. Siamo presenti nel Paese già dal 2007 per le applicazioni industriali e manifatturiere, la logica che ci spingeva era proprio quella di muoversi sul mercato ad oggi più importante per la manifattura.

Il contesto geopolitico e socioeconomico attuale, la pandemia e poi tutto quello che è derivato dalla guerra in Ucraina, come hanno impattato sul vostro business?

Siamo molto fiduciosi circa lo sviluppo dei mercati sui quali operiamo. Pensiamo che questi possano avere un’importante crescita nel medio e lungo termine.  Il mercato dell’estetica in particolare sarà impattato dal fenomeno dell’invecchiamento della popolazione mondiale. In più la fascia anziana della popolazione è quella che gode di maggior reddito. A questo si aggiunge una crescente pressione sociale che fa aumentare  il grado estetico di accettazione. Subito dopo il covid abbiamo avuto un boom di domanda, in particolare per i trattamenti viso. 

Per stare al passo con i tempi, serve anche tantissimo lavoro di ricerca e sviluppo. Cosa contraddistingue le vostre tecnologie?

Per restare nell’ambito medicale, la parola d’ordine per noi è “mininvasività”.  Per la chirurgia ad esempio offriamo soluzioni che si vanno a sostituire a quella tradizionale, assolutamente meno invasive per il paziente. Per arrivare a immettere sul mercato un prodotto c’è tanto studio a valle e tanto lavoro di sperimentazione clinica a monte, per provare l’efficacia e la sicurezza. La nostra forza è proprio la capacità di realizzare autonomamente nuovi prodotti in quantità importante perché nel tempo abbiamo stratificato competenze specifiche all’interno del nostro centro di  ricerca e sviluppo. 

Tutto questo con un’attenzione verso i principi Esg.

Siamo molto attenti ai consumi energetici e produciamo energia da fotovoltaico. Siamo poi sempre attenti alle nostre persone affinché il posto di lavoro sia gradevole e consenta di sviluppare al meglio le loro capacità. In più siamo in primo luogo dei produttori di tecnologia, questo significa sviluppare creatività. Un altro aspetto al quale siamo molto sensibili è l’attenzione verso le comunità locali, e questo si sposa molto bene con il nostro impegno nella conservazione dei beni artistici. In Italia è un grande onore collaborare con i massimi istituti di restauro, cosa che ci ha permesso di apportare il nostro contributo per il recupero di opere straordinarie, dalla Cappella del Sacro Sepolcro ai  Guerrieri di Xian fino agli affreschi di Pompei. 

Di tutte queste imprese e progetti realizzati, qual è infine quello di cui va maggiormente fiero?

Ce ne sono molti, ma mi  piace citare un progetto di tecnologia complessa. Abbiamo impiegato tre o quattro anni per sviluppare Onda, una tecnologia a mini-onde che permette una tripla azione: la riduzione dei grassi, il rassodamento cutaneo e la rimozione della cellulite. 

È stato un progetto complesso perché per ottenere questi risultati serve un grande equilibrio tra l’energia emessa e la capacità del corpo di assorbire questa energia. Un altro progetto che abbiamo portato a termine è il sistema Acne sviluppato in collaborazione con una delle nostre società e  con  massimi esperti per rimuovere in maniera efficace l’acne. Stiamo avviando la commercializzazione negli Stati Uniti ed è un prodotto che si preannuncia estremante interessante.