Comprare online un prodotto a pochi euro proveniente da fuori Europa sarà ancora conveniente come prima? Bruxelles aggiunge un nuovo tassello alla stretta sull’e-commerce extra-Ue: la Commissione europea ha fissato a 2 euro per articolo la nuova commissione di gestione sulle merci acquistate online e importate da Paesi terzi. L’importo emerge dall’atto delegato consultato dall’ANSA e dovrebbe essere applicato dal primo novembre 2026.
Due euro per finanziare i controlli doganali
La nuova handling fee nasce per coprire almeno in parte i costi sostenuti dalle autorità doganali per gestire una massa crescente di spedizioni: controlli dei dati, analisi del rischio, verifiche documentali e ispezioni fisiche. Nel 2025 sono entrati nell’Unione quasi 5,9 miliardi di articoli acquistati attraverso l’e-commerce e importati in spedizioni di basso valore, il 26% in più rispetto all’anno precedente.
La commissione si somma al dazio da 3 euro
La misura non sostituisce il prelievo già esistente. Dal 1° luglio 2026 l’Ue applica infatti un dazio provvisorio di 3 euro agli articoli contenuti nei pacchi di valore inferiore a 150 euro, calcolato per ciascuna diversa categoria merceologica presente nella spedizione. La nuova commissione da 2 euro, invece, è un costo distinto e si aggiunge al sistema introdotto con l’eliminazione della precedente franchigia doganale.
Più costi per il modello dell’e-commerce low cost
Sul piano economico, il cambiamento incide soprattutto sui modelli costruiti su volumi elevatissimi e prezzi unitari molto bassi, nei quali pochi euro aggiuntivi possono avere un peso percentuale significativo sul valore dell’acquisto. La riforma attribuisce inoltre alle piattaforme e ai venditori extra-Ue maggiori responsabilità sulle formalità e sui pagamenti doganali, spostando progressivamente il baricentro degli adempimenti dal consumatore agli operatori dell’e-commerce internazionale.
La stretta europea sui miliardi di piccoli pacchi
Dietro l’intervento c’è la crescita esponenziale delle spedizioni a basso valore. Nel 2024 erano entrati nell’Ue 4,6 miliardi di pacchi sotto i 150 euro, circa 12 milioni al giorno; secondo i dati europei, il 91% proveniva dalla Cina. Bruxelles punta così a finanziare maggiori controlli, ridurre gli squilibri competitivi con i commercianti europei e rafforzare la verifica sulla sicurezza dei prodotti, mentre dal 2028 il nuovo Customs Data Hub dovrebbe modificare ulteriormente il sistema doganale. Per il commercio digitale europeo si apre quindi una nuova fase: il prezzo molto basso del prodotto non sarà più accompagnato dallo stesso vantaggio doganale del passato. La combinazione tra dazio e commissione di gestioneaumenta il costo di accesso al mercato europeo per le spedizioni extra-Ue di piccolo valore e rafforza la strategia di Bruxelles per riequilibrare la concorrenza tra marketplace internazionali e operatori del mercato unico.
















