Il decreto PNRR è stato definitivamente convertito in legge. Il via libera del Senato, con 101 voti favorevoli, conferma un provvedimento che nel corso dell’iter parlamentare si è ampliato, assumendo la forma di un testo omnibus con numerose misure, soprattutto in materia di digitalizzazione e pubblica amministrazione.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Decreto PNRR e scadenze: termine del 30 giugno 2026

Uno dei nodi principali – riporta Il Sole 24 Ore – riguarda la governance del Piano e le tempistiche di attuazione. Il decreto stabilisce che gli interventi finanziati dal PNRR dovranno essere completati entro il 30 giugno 2026, confermando di fatto la scadenza europea.

La modifica inserita durante l’esame parlamentare chiarisce che il termine si applica anche a progetti già oggetto di contratti, convenzioni o altri atti formali. Si tratta di un passaggio rilevante sotto il profilo economico, perché evita slittamenti che avrebbero potuto mettere a rischio l’erogazione delle risorse europee e la credibilità del Paese sui mercati.

Più fondi e focus sulla digitalizzazione

Nel corso dell’approvazione, il provvedimento si è arricchito di numerosi emendamenti, trasformandosi in un contenitore eterogeneo di misure. Tra gli interventi inseriti in extremis spicca il rifinanziamento di Radio Radicale, con uno stanziamento aggiuntivo di 4 milioni di euro per il 2026.

Parallelamente, resta centrale l’obiettivo di modernizzazione della Pubblica amministrazione, con investimenti e strumenti orientati alla digitalizzazione dei servizi e alla semplificazione dei rapporti tra cittadini e Stato.

Assegno unico più inclusivo e misure per la sanità

Sul fronte del welfare, si legge sul Sole 24 Ore, il decreto introduce un ampliamento della platea dell’assegno unico e universale. La misura viene estesa anche ai lavoratori di altri Paesi dell’Unione europea non residenti in Italia, purché abbiano un rapporto di lavoro attivo e figli fiscalmente a carico residenti in un altro Stato membro.

In ambito sanitario, arriva invece una risposta all’emergenza carenza di personale. Le aziende sanitarie potranno trattenere in servizio, su base volontaria, medici di famiglia, pediatri e guardie mediche fino ai 73 anni, con una proroga valida fino al 31 dicembre 2027. Una scelta che punta a garantire continuità nei servizi, soprattutto nei territori più scoperti.

Identità digitale e servizi pubblici: le nuove misure

Tra le disposizioni già previste nel testo originario e confermate nella legge di conversione, emerge il rafforzamento degli strumenti digitali. La carta d’identità elettronica diventerà a durata illimitata per gli over 70, con validità anche per l’espatrio, a partire dal 30 luglio.

Importanti novità riguardano anche l’introduzione della tessera elettorale digitale, che sarà integrata nell’IT Wallet entro un anno, ampliando l’ecosistema dei servizi digitali pubblici. Lo stesso strumento sarà accessibile anche ai cittadini a partire dai 14 anni, segnando un ulteriore passo verso la digitalizzazione diffusa.

Isee antifrode e controlli automatizzati

Un altro intervento di rilievo riguarda l’introduzione del cosiddetto Isee antifrode. Scuole, università e altre amministrazioni pubbliche potranno acquisire automaticamente i dati relativi all’indicatore economico delle famiglie, senza necessità di presentazione da parte degli utenti.

La misura mira a ridurre le irregolarità nell’accesso ai benefici pubblici e a migliorare l’efficienza dei controlli, con effetti positivi sia sul contenimento della spesa sia sull’equità del sistema.