Un’azienda che opera su tutto il territorio nazionale nel campo delle infrastrutture pubbliche e private, con un profilo finanziario di eccellenza, testimoniato anche da un rating Cribis pari a 9 su 10. È Mancusi Spa, nata poco più di dieci anni fa dall’evoluzione di un gruppo familiare attivo nel campo delle costruzioni da oltre mezzo secolo. L’azienda si distingue per l’adozione di sistemi certificati in materia di qualità, sicurezza, ambiente, anticorruzione e responsabilità sociale ed è tra le realtà del settore dotate di certificazione per la parità di genere, rating di legalità con il massimo punteggio, qualificazione Esco, e certificazione Ecovadis per la Corporate social responsibility. In tale ambito, Mancusi S.p.A. opera nel pieno rispetto dei principi europei previsti per gli interventi finanziati dal Pnrr, tra cui il Dnsh (Do no significant harm), contribuendo agli obiettivi di transizione ecologica e digitale.
«Il settore nel quale più stiamo crescendo è quello idraulico: non significa soltanto intervenire sulle reti, ma anche sui dissesti idrogeologici cui il nostro Paese è particolarmente soggetto» dice in questa intervista a Economy il presidente del Cda, Massimiliano Mancusi. «Il nostro principio ispiratore, che guida ogni fase operativa, è quello della sacralità delle risorse pubbliche: lo traduciamo in trasparenza, correttezza e piena conformità normativa».
Come nasce Mancusi Spa?
Da una tradizione familiare nel settore delle costruzioni che supera i 50 anni. I fondatori del gruppo, che ancora oggi ci accompagnano, sono mio padre Rocco e mio zio Biagio, padre dell’altro amministratore, Francesco. Io, presidente del Cda, e Francesco, AD, rappresentiamo la seconda generazione. Dopo i nostri percorsi di studi, io in Legge e Francesco in Economia, abbiamo completato la formazione in una business school, e maturato esperienze professionali al di fuori del contesto aziendale. Successivamente siamo rientrati in Basilicata con l’obiettivo di proseguire l’attività di famiglia, ampliandone il raggio d’azione e accompagnandola verso una dimensione più strutturata e orientata alla crescita.
In che direzione?
La famiglia Mancusi operava prevalentemente nel settore delle costruzioni private. Con la nascita della Mancusi Spa, che ha festeggiato lo scorso anno i suoi primi dieci anni di attività, abbiamo avviato un percorso di sviluppo orientato anche al mondo dei lavori pubblici, conseguendo risultati significativi in termini di fatturato e portafoglio commesse. Oggi, grazie alla struttura organizzativa costruita nel tempo, operiamo su tutto il territorio nazionale, dalla Lombardia fino alla Sicilia, con un focus prevalente nel Centro-Sud, realizzando commesse infrastrutturali complesse sia pubbliche che private. Siamo una media impresa italiana a conduzione familiare, in cui il passaggio generazionale è stato vissuto non come una discontinuità, ma come un’opportunità di evoluzione, che ci ha consentito di innovare i processi organizzativi e rafforzare la struttura aziendale.
Quali sono i principali ambiti nei quali operate?
Siamo attivi nel settore dei lavori pubblici infrastrutturali, sia lineari, come strade e viadotti, sia civili. Negli ultimi anni abbiamo sviluppato anche il comparto dell’edilizia ospedaliera, con interventi in Basilicata e Molise. Un ruolo sempre più centrale è rappresentato dalle opere idrauliche e idriche – acquedotti e consorzi di bonifica – che contribuiscono in modo rilevante al nostro fatturato. Tra gli interventi più significativi, in Basilicata abbiamo quasi completato i lavori sulla diga di Acerenza, ferma da decenni, e stiamo realizzando uno sfioratore sulla diga del Camastra. Il nostro portafoglio clienti include primari operatori pubblici e privati, tra cui ANAS, Eni Rewind, Invitalia, Banca d’Italia, consorzi di bonifica, enti locali e aziende ospedaliere. Parallelamente, guardiamo con crescente interesse al settore delle energie rinnovabili: abbiamo già realizzato parchi eolici per EDP Renewables e siamo attualmente impegnati in diversi tender per nuovi investimenti.
Quanto e come nella vostra attività onestà e rispetto delle regole sono fattori competitivi e non ostacoli al profitto?
L’esecuzione di un’opera pubblica per noi è innanzitutto una responsabilità. Realizziamo interventi finanziati con risorse che appartengono alla collettività: per questo parliamo di “sacralità delle risorse pubbliche”, un principio che guida ogni fase operativa e che cerchiamo di trasmettere a tutta la nostra organizzazione.
In questo contesto, la legalità è un vero fattore competitivo: non si tratta soltanto di rispettare regole complesse, ma di adottare un approccio strutturato, fondato su conoscenza, formazione continua e consapevolezza diffusa.
Essere in linea con questi principi significa anche ridurre i rischi, prevenire contenziosi e garantire maggiore efficienza nei processi produttivi. Per questo Investiamo costantemente in sicurezza, nella gestione dei cantieri e nei sistemi di certificazione, naturale estensione dei principi di legalità.
Avete integrato nel vostro modello organizzativo anche i criteri Esg: c’è un legame forte tra questa tematica e quella della legalità?
Certamente. Per noi i criteri ESG non rappresentano un mero adempimento formale, ma una componente strutturale del modello organizzativo. Questo approccio si traduce nell’adozione di sistemi certificati in ambito qualità, sicurezza, ambiente, anticorruzione e parità di genere. Integriamo tali principi in tutte le fasi operative, anche in coerenza con la normativa in materia di Pnrr, contribuendo agli obiettivi di transizione ambientale ed energetica.
Recentemente abbiamo conseguito la qualificazione Esco Energy Company, a conferma dell’impegno nello sviluppo di soluzioni orientate all’efficienza energetica.
Come si presenta il contesto normativo?
Complesso e in continua evoluzione, caratterizzato da una produzione normativa intensa e pressoché quotidiana, soprattutto nel settore dei lavori pubblici, con frequenti aggiornamenti e modifiche anche al recente Codice degli Appalti. In questo scenario, il rispetto della legalità resta un principio imprescindibile e un presupposto essenziale per una reale competizione tra imprese; tuttavia, la continua evoluzione delle norme può generare difficoltà interpretative e applicative, incidendo sulla certezza del quadro regolatorio.
C’è un settore in particolare che ritiene particolarmente promettente e che vede in crescita per la vostra attività?
Sicuramente quello idraulico, sul quale stiamo investendo molto. La risorsa acqua è ormai un tema centrale, sia a livello nazionale che globale. La gestione della siccità e delle precipitazioni rappresenta oggi una sfida prioritaria: occuparsi di idraulica non significa soltanto intervenire sulle reti, ma anche affrontare i fenomeni di dissesto idrogeologico a cui il nostro Paese è particolarmente esposto. Ritengo quindi che si tratti di un settore destinato a crescere, sul quale stiamo puntando sia in termini di investimenti tecnologici sia di formazione delle risorse.













