Dopo oltre quattro mesi di attesa, il vertice della Consob è ormai vicino a essere definito. Il Consiglio dei ministri è chiamato a esaminare la nomina di Guido Stazi alla presidenza dell’Autorità che vigila sui mercati finanziari italiani, ponendo così fine a una lunga fase di incertezza istituzionale iniziata con la conclusione del mandato di Paolo Savona. L’indicazione rappresenta il punto di equilibrio raggiunto dalla maggioranza dopo settimane di confronto sul profilo più adatto a guidare uno degli organismi chiave del sistema finanziario nazionale.
L’intesa nella maggioranza sblocca il dossier dopo mesi di confronto
La scelta di Stazi arriva al termine di un percorso complesso, nel quale erano stati valutati diversi candidati. Tra questi aveva raccolto particolare attenzione il nome del sottosegretario al Ministero dell’Economia Federico Freni, la cui candidatura si è però progressivamente indebolita di fronte alla richiesta, avanzata da una parte della maggioranza, di individuare una figura dal profilo prevalentemente tecnico e con una consolidata esperienza nelle autorità indipendenti. La convergenza sul segretario generale dell’Antitrust ha consentito di superare lo stallo e di avviare la fase conclusiva dell’iter di nomina.
Un profilo costruito all’interno delle Autorità indipendenti
Guido Stazi ricopre dal marzo 2022 l’incarico di segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Nel corso della sua carriera ha maturato un’esperienza significativa nelle istituzioni di vigilanza, occupandosi di relazioni istituzionali e organizzazione amministrativa. Il suo percorso professionale comprende anche un precedente incarico in Consob, dove ha già svolto il ruolo di segretario generale tra il 2013 e il 2017, elemento che contribuisce a rafforzarne il profilo per la guida dell’Autorità.
Più controlli sui mercati, ma sanzioni in diminuzione nel 2025
La possibile nomina arriva mentre la Consob ha presentato la propria Relazione annuale, dalla quale emerge un’intensificazione dell’attività di vigilanza nel corso del 2025. Le istruttorie aperte sono aumentate da 341 a 529, mentre i provvedimenti adottati sono saliti da 406 a 507. Cresce anche il numero dei siti web oscurati per attività finanziarie abusive, passati da 300 a 322. Sul fronte sanzionatorio, invece, le delibere sono diminuite da 47 a 34 e l’ammontare complessivo delle multe si è ridotto da 11,6 a 5,8 milioni di euro, segnale di un’attività di controllo più intensa ma accompagnata da un minor valore economico delle sanzioni comminate.















