La macchina dell’export cinese torna ad accelerare. Ad agosto le vendite all’estero sono cresciute del 25% su base annua, rafforzando il ruolo del commercio estero come uno dei principali sostegni a un’economia ancora frenata dalla debolezza della domanda interna. A trainare le spedizioni sono soprattutto automobili e prodotti tecnologici, mentre Pechino continua a guadagnare terreno nei segmenti industriali a maggiore valore aggiunto. I dati, espressi in dollari, sono stati diffusi dalla General Administration of Customs, l’amministrazione doganale cinese.
Export oltre il 25%, corre il made in China tecnologico
La crescita di agosto segna un’ulteriore accelerazione rispetto al +23,9% di luglio. La spinta arriva dai settori in cui negli ultimi anni la Cina ha concentrato investimenti e capacità produttiva: veicoli elettrici, semiconduttori, apparecchiature per l’elaborazione dei dati e componentistica collegata alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Nei primi otto mesi dell’anno, secondo Reuters, il valore delle esportazioni high-tech è salito del 42,9%, confermando il progressivo spostamento dell’industria cinese verso produzioni tecnologicamente più sofisticate.
Importazioni in aumento e surplus a 119 miliardi
Anche gli acquisti dall’estero hanno mantenuto un ritmo sostenuto: le importazioni sono aumentate del 28,2% su base annua, contro il 27,5% registrato a luglio. Il valore delle esportazioni ha raggiunto circa 401,4 miliardi di dollari, mentre quello delle importazioni si è attestato a 282,4 miliardi. Il risultato è un surplus commerciale di 119,09 miliardi di dollari, superiore ai 112,5 miliardi del mese precedente e destinato a riaccendere il confronto internazionale sugli squilibri commerciali generati dall’economia cinese.
Pechino diversifica i mercati mentre resta il nodo dei dazi
La forza dell’export riflette anche la capacità di Pechino di ridisegnare le proprie rotte commerciali, aumentando la presenza nel Sud-est asiatico, in America Latina e in Africa e limitando così l’impatto delle barriere imposte da Washington. Ad agosto, tuttavia, anche le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno mostrato una forte crescita, con un aumento di circa il 34% su base annua. Il commercio sarà uno dei dossier più delicati nel confronto tra Washington e Pechino, tra restrizioni statunitensi sulle tecnologie avanzate e limiti cinesi all’esportazione di materie prime strategiche.
Export forte, domanda interna debole
La brillantezza dei commerci con l’estero continua infatti a convivere con una situazione interna più fragile. Consumi e investimenti restano sotto pressione, mentre la lunga crisi immobiliare continua a pesare sulla fiducia delle famiglie e delle imprese. È proprio questa distanza tra competitività internazionale e debolezza domestica a rendere il crescente surplus commerciale cinese un tema economico e politico globale: Stati Uniti ed Europa chiedono da tempo a Pechino una crescita maggiormente sostenuta dalla domanda interna e meno dipendente dalle esportazioni.
















