Chiara Ferragni

Oltre al danno anche la beffa: scavando a fondo ci si rende conto che dall’accordo con Chiara Ferragni la Balocco non ha guadagnato. Anzi: ha riportato un  notevole danno economico, come evidenzia un articolo del Foglio, che ha scandagliato i conti contenuti all’interno delle ricorso presentato all’Antitrust proprio dalla stessa Chiara Ferragni, per contestare proprio la sanzione da 1,1 milione di euro. La decisione di legare il nome della nota azienda dolciaria a quello della famosa influencer è nata da una volontà di svecchiare il brand, sull’onda di quanto fatto dall’azienda dolciaria Fiasconaro, che aveva lanciato una collezione d’alta qualità in collaborazione con Dolce&Gabbana, grazie alla quale arrivò a vendere i panettoni ai 60 euro al pezzo. Balocco ha provato a vendere il classico pandoro con un prezzo quasi triplo (9,37 euro rispetto a 3,68 ) e la Ferragni lo ha venduto all’1% dei suoi 30 milioni di follower di Instagram. In aggiunta ha effettuato una donazione a un ospedale che cura i tumori.

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Quanto ha pagato Balocco a Chiara Ferragni 

Per il progetto Balocco ha versato a Ferragni in cambio dell’uso del marchio una somma tra 1 e 1,5 milioni di euro (questa la forchetta indicata dall’Antitrust). L’influencer a propria volta ha incassato una cifra consistente, completamente slegata dalle vendite e per giunta da contratto ha l’ultima parola sulla comunicazione. Secondo i dati forniti da Balocco all’ Antistrut su 362 mila pandori griffati prodotti il 20% è rimasto invenduto ed è andato al macero.

Balocco ha realizzo un margine lordo  di contribuzione (cioè al netto dei costi variabili come il cachet di Ferragni) pari a 378 mila euro da cui vengono detratti 144 mila euro di giacenze di magazzino  con un risultato economico pari a circa 234 mila euro. DA questo margine, pari a meno di un euro a pandoro venduto (286 mila pezzi in totale) vanno poi sottratti tutti gli altri costi fissi. La perdita è tra 100 e 900 mila euro. riporta l’Anitrust. Un dato impressionate se si considera che per l’authority il pregiudizio economico subito dai conusmatori, cioè il sovrapprezzo di 5,59 euro del pandoro griffato per circa 290 mila pandori venduti è stato di circa 1,6 milioni di euro. In sostanza quasi tutto il surplus è andato alla Ferragni, che ha intascato dagli 1 agli 1,5 milioni di euro su 1,6 milioni mentre a Balocco sono rimaste centinaia di migliaiai di euro di perdite oltre ai 50 mila euro già donati all’Ospedale di Torino. Ma il danno economico non si limita a questo. La multa dell’Antitrust è di 400 mila euro a Balocco e 1,1 milioni di euro a Ferragni per aver ingannevolmente lasciato intendere ai consumatori che acquistando il pandoro avrebbero contribuito a una donazione (che era già stata effettuata è in gran parte responsabilità della Ferragni. Altra perdita commerciale tra i 100 e i 90 mila euro si aggiunge la sanzione da 400 mila euro .