Alessandro Borzacca, direttore generale di Cofidis Italia

In un periodo di forti difficoltà per le famiglie e per le imprese dovute all’inflazione e ai prezzi delle materie prime, il ruolo delle compagnie che concedono prestiti si può rivelare fondamentale. Soprattutto di quelle capaci di offrire servizi e processi innovativi. 

Fra queste Cofidis, società di credito a distanza presente in Italia da 25 anni e parte di Cofidis Group con un innovativo modello di business diretto sul consumatore, ovvero senza filiali sul territorio, oppure operando tramite accordi di partnership con catene della media-grande distribuzione, partner locali o e-commerce, oltre che con banche, agenti e compagnie di assicurazione.

Una realtà in forte crescita (Cofidis Group, di cui è azionista Crédit Mutuel Alliance Fédérale, fra i gruppi bancari più solidi in Europa, è presente in nove Paesi europei con in portafoglio circa 30 milioni di clienti) che offre prodotti diretti al cliente finale come prestiti personali o cessioni del quinto e prodotti a supporto del commercio di beni e servizi.

Fra questi, prestiti finalizzati, PagoDIL, una soluzione di pagamento dilazionato, garanzia assegni, e tra gli ultimi servizi proposti, l’acquiring tramite propri Smart Pos, terminali intelligenti per servizi di pagamento e credito. Proprio grazie alla forte innovazione introdotta nel mercato, nel solo nel 2021 Cofidis Italia ha gestito più di un milione di nuove transazioni e oltre il 95% di esse sono state gestite in modalità digitale e completamente automatizzata, rispondendo ai clienti in tempo reale ed eliminando totalmente la carta.

Diecimila i partner commerciali con oltre 35mila punti vendita in Italia che utilizzano almeno uno dei servizi di Cofidis, e anche partner di Amazon, con cui ha costruito un’offerta esclusiva che permette ai clienti di rateizzare con un clic gli acquisti effettuati sul sito del numero uno dell’e-commerce globale, come racconta a Economy Alessandro Borzacca, direttore generale di Cofidis Italia.

Negli ultimi due anni il credito al consumo ha subito molto il clima di incertezza legato alla pandemia. Per quel che vi riguarda come sono andate le cose?

Grazie alla strategia definita ed alle scelte effettuate in questi ultimi anni, abbiamo rilevato crescite dei nostri volumi molto importanti in un mercato tutto sommato stagnante. Nel 2021 siamo cresciuti in termini di nuovo credito erogato dell’84% rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemia.

Cosa vi ha consentito di ottenere queste performance?

Innanzitutto il tipo di prodotti che offriamo, disegnati sui bisogni dei nostri partner e dei nostri clienti; poi sicuramente servizi e processi completamente digitalizzati, infine la customer experience che siamo in grado di offrire, unica sul mercato e confermata anche dai rating che riceviamo dai nostri clienti. Nel disegnare i nostri processi cerchiamo sempre di fornire al cliente un’esperienza unica e irripetibile, capace cioè di essere ricordata in modo positivo, contrariamente a quanto spesso avviene quando si richiede un prodotto finanziario, per via della burocrazia e dei problemi che si incontrano, che in genere diventano un ostacolo e non un’esperienza positiva.

La vendita diretta è per voi un settore strategico, perché?

La vendita diretta, in particolare per alcuni servizi o beni, rimane un canale di vendita privilegiato. La possibilità che ha il consumatore di interfacciarsi direttamente con un consulente o con un esperto di settore in grado di assistere nella scelta di un prodotto complesso o nell’adempimento di procedure articolate, come quelle previste dagli sgravi fiscali, rappresenta un reale punto di forza della vendita diretta rispetto ad altri canali. Anche in questo ambito negli ultimi due anni abbiamo avuto una forte crescita grazie all’innovazione di prodotti e processi specificatamente disegnati per questa modalità di vendita. In particolare nei processi operativi abbiamo adottato una logica di specializzazione in partnership con una nostra agenzia esclusiva dedicata al mondo della vendita diretta, che contribuisce con anni di esperienza nel settore.

Dal vostro osservatorio privilegiato sul mondo economico, anche grazie al contatto costante e diretto con le persone e col mondo degli esercenti, cosa state riscontrando dopo la grande flessione dei consumi? Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

Una maggiore focalizzazione dei clienti verso prodotti che migliorino la vita personale e l’ambiente domestico. Una particolare attenzione ai sistemi di depurazione dell’acqua e dell’aria, disponibilità e necessità – vista la sempre minore propensione della sanità pubblica a coprire costi per le cure “non” essenziali – ad investire nel benessere della persona e nella salute individuale e familiare, compreso il ricorso a palestre, fisioterapisti e così via.

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