Berkshire Hathaway ha ridotto in modo marcato la propria esposizione su Amazon.com nel quarto trimestre, tagliando la partecipazione di oltre il 75%. È una svolta rilevante perché la holding aveva comprato per la prima volta il titolo nel 2019: allora Warren Buffett, pur storicamente diffidente verso molte azioni tecnologiche, aveva riconosciuto di aver sottovalutato il colosso dell’e-commerce (“un idiota a non comprare” prima, disse). Dopo l’operazione, Berkshire detiene ancora circa 2,3 milioni di azioni Amazon: non un’uscita totale, ma un ridimensionamento evidente.
New York Times: l’ingresso che accende il mercato
In parallelo, Berkshire ha costruito una nuova posizione in New York Times, acquistando 5,1 milioni di azioni della società editoriale. A fine 2025 la partecipazione risultava pari a 351,7 milioni di dollari. La notizia ha avuto un impatto immediato sul mercato: il titolo del New York Times è balzato di oltre il 10% nelle contrattazioni after hour. Il segnale, in questo caso, è chiaro: mentre riduce su un big dell’online retail, la holding apre una finestra sul comparto media, con un investimento che per dimensione e tempistica non passa inosservato.
Apple e Bank of America
Il quarto trimestre conferma anche la prosecuzione dei tagli su due posizioni molto note del portafoglio Berkshire: Bank of America e Apple. Le quote sono scese rispettivamente al 7,1% e all’1,5%. Buffett aveva iniziato a ridurre queste partecipazioni già nel 2024, e l’azione del trimestre sembra andare nella stessa direzione: meno concentrazione su singoli nomi “pesanti” e più spazio per riallocare capitale, senza necessariamente cambiare pelle da un giorno all’altro.
Più energia e assicurazioni
Se da una parte Berkshire sfoltisce, dall’altra rafforza. Nel trimestre la holding ha aumentato la partecipazione nel produttore di petrolio Chevron e nella compagnia assicurativa Chubb, portandole rispettivamente al 6,5% e all’8,7%. Il messaggio complessivo che emerge dalle mosse del periodo è un ribilanciamento: meno esposizione su alcune grandi storie azionarie degli ultimi anni e più peso su settori come energia e assicurazioni, storicamente più “difensivi” nel portafoglio della casa di Omaha.
















