La conservazione dell’ecosistema marino sta diventando una priorità che deve vedere l’impegno di tutti: un’affermazione “categorica” che ci arriva dagli scienziati non solo dalle organizzazioni ambientaliste. Dobbiamo essere coscienti che le azioni decise oggi sono fondamentali per il futuro e condizioneranno la vita del pianeta per i prossimi decenni.

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Cresce – anche se non abbastanza rapidamente – la consapevolezza dell’importanza del ruolo di mari e oceani per il clima e per la salvaguardia della biodiversità ma non viene data sufficiente attenzione al fatto che gli oceani regolano la nostra esistenza e sono il polmone blu del pianeta. Sono infatti capaci di generare oltre il 50% dell’ossigeno che respiriamo e di assorbire quasi il 25% dell’anidride carbonica trattenuta nell’atmosfera dai gas serra.

Purtroppo, però si investe ancora troppo poco nella conoscenza degli oceani: alcuni esperti affermano che in questi anni siamo stati molto più impegnati a conoscere la Luna e Marte piuttosto che esplorare i fondali oceanici del nostro pianeta. Sappiamo infatti che solo il 20% dell’oceano è stato oggetto di uno studio approfondito.

In tema di salvaguardia ambientale una scelta importante per l’Italia è l’istituzione di un maggior numero di aree marine protette, una soluzione che può aiutare il mare a riacquisire l’equilibrio che ha perduto: se ben gestite queste aree hanno infatti un potere rigenerativo e un potenziale interessante per lo sviluppo economico e sociale di chi ci abita. 

Per questo prosegue la campagna 30X30 promossa da Worldrise che vede la collaborazione di 40 organizzazioni e che ha come obiettivo l’istituzione di Aree Marine Protette in almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030. La campagna italiana – che si inserisce in un programma internazionale finalizzato alla protezione del 30% dell’oceano entro il 2030 – intende raggiungere questo importante target per cercare di garantire la funzionalità e la produttività del Mar Mediterraneo. 

Per concludere: è necessario favorire maggiori investimenti nella blue economy e sperimentare soluzioni innovative che coinvolgano i diversi settori, dalla pesca, al turismo, ai trasporti marittimi.

Ma è necessario anche investire in azioni di sensibilizzazione e di educazione per cercare di ricreare l’equilibrio che abbiamo alterato. Dobbiamo guardare mari e oceani con occhi diversi e imparare a raccontarli in modo nuovo.

Nel programma culturale della 13° edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, che sarà a Milano in Università Bocconi nei giorni 8, 9, 10 ottobre 2025, verrà dato spazio anche al tema della blue economy. Sarà importante ascoltare quanto è già stato realizzato dalle imprese, dalle istituzioni e dalle associazioni per la salvaguardia dell’ecosistema marino.

Ma soprattutto riflettere sul ruolo che tutte le organizzazioni possono giocare per tutelare questa importante risorsa. Ridurre l’impatto su mari e oceani rappresenta una sfida per tutti coloro che hanno capito quanto è urgente intervenire se si vuole contribuire concretamente alla salvaguardia del pianeta.