Il bitcoin torna sotto pressione e scivola verso i livelli più bassi dall’ottobre 2024, alla vigilia dell’elezione di Donald Trump che aveva contribuito ad alimentare una nuova fase rialzista del mercato crypto. La discesa sotto quota 64 mila dollari segnala un cambio di umore tra gli investitori: la criptovaluta più importante al mondo appare oggi meno attraente rispetto ai grandi protagonisti della rivoluzione tecnologica, in particolare le società legate all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori.
La nuova concorrenza arriva dall’IA
Secondo Ipek Ozkardeskaya, analista di Swissquote, il bitcoin avrebbe perso parte del suo appeal di fronte al potenziale di crescita delle aziende tech più esposte all’intelligenza artificiale. I capitali, in questa fase, sembrano guardare con maggiore interesse ai produttori di chip, alle infrastrutture digitali e agli specialisti dell’IA. Una rotazione che penalizza le criptovalute, percepite da una parte del mercato come asset più volatili e meno direttamente collegati alla nuova ondata di crescita industriale.
Il crollo settimanale e il caso Strategy
Dall’inizio della settimana il bitcoin ha perso circa il 13%, appesantito anche dalla notizia della vendita di 32 bitcoin da parte di Strategy, società nota per aver accumulato oltre 840 mila bitcoin. L’operazione, pari a circa 2,5 milioni di dollari, è stata letta dalla stampa di settore come la prima cessione dal 2022. Il segnale ha colpito il mercato perché il cofondatore Michael Saylor aveva più volte sostenuto una strategia di accumulo senza vendite.
Tassi Usa, dollaro e Treasury pesano sulle crypto
A complicare il quadro contribuiscono anche le attese sui tassi americani, alimentate dall’inflazione e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. In uno scenario di maggiore incertezza, dollaro e titoli del Tesoro statunitensi tornano a essere percepiti come alternative più solide. Per il bitcoin, che resta un asset altamente sensibile alla liquidità globale, l’aumento dei rendimenti obbligazionari riduce l’attrattiva rispetto agli investimenti tradizionali.
La rivoluzione IA ridisegna le priorità degli investitori
Il tema di fondo è più ampio: la rivoluzione dell’IA sta riscrivendo la gerarchia degli asset tecnologici. Secondo gli analisti di ByteTree, una parte dei capitali si sta spostando verso semiconduttori e società capaci di intercettare in modo più diretto la domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Il bitcoin, dopo essere stato per anni il simbolo della finanza alternativa, rischia così di diventare uno degli asset più penalizzati dalla nuova fase del capitalismo digitale.
















