Il sistema italiano di antiriciclaggio registra un nuovo record: nei primi sei mesi del 2026 le segnalazioni di operazioni sospette (Sos) hanno superato quota 90mila, raggiungendo un livello mai registrato in un semestre. Un aumento che fotografa l’intensificazione dei controlli sul sistema finanziario e il ruolo sempre più centrale degli intermediari nella rilevazione di possibili anomalie.
Secondo i dati dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia pubblicati su Il Sole 24 Ore, tra gennaio e giugno 2026 sono state trasmesse complessivamente 90.200 segnalazioni di operazioni sospette, con una crescita dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso arco temporale l’Uif ha analizzato 90.049 segnalazioni, il 10,7% in più rispetto al primo semestre dell’anno precedente, anche in questo caso raggiungendo il valore assoluto più elevato mai registrato.
Banche e Poste trainano l’aumento delle segnalazioni
A spingere la crescita delle Sos sono soprattutto banche e Poste, che si confermano il principale comparto segnalante. Nel primo semestre 2026 hanno trasmesso 55.653 segnalazioni, pari al 61,7% del totale.
Il dato evidenzia un incremento significativo sia in valore assoluto, con 10.021 segnalazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025, sia in termini di peso sul totale delle comunicazioni inviate all’Uif. Un anno prima, infatti, banche e Poste rappresentavano il 56,5% delle segnalazioni complessive.
L’Uif sottolinea che l’incremento dei flussi si è registrato lungo tutto il semestre ed è stato determinato principalmente da due banche telematiche, confermando una tendenza già emersa nel corso del 2025.
In calo gli altri intermediari finanziari
Diverso l’andamento per gli altri intermediari e operatori finanziari, che nel primo semestre 2026 hanno inviato 16.738 Sos, pari al 18,6% del totale. Il numero delle segnalazioni risulta in diminuzione dell’11,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, anche se il comparto presenta dinamiche differenti tra le diverse categorie di operatori.
Resta invece marginale il contributo della Pubblica amministrazione, che ha trasmesso 247 segnalazioni, in calo del 18,5% rispetto alle 303 registrate nel primo semestre dell’anno precedente.
A Milano, Roma e Napoli quasi un terzo delle Sos
Dal punto di vista territoriale, le segnalazioni si concentrano soprattutto nelle principali aree metropolitane italiane. Le province di Milano, Roma e Napoli raccolgono infatti quasi un terzo del totale nazionale in termini assoluti.
Tuttavia, analizzando il numero di segnalazioni in rapporto alla popolazione residente emergono anche territori con un’elevata intensità segnaletica al di fuori dei grandi centri urbani.
Milano registra 375 Sos ogni 100mila abitanti e Napoli 256, ma valori particolarmente elevati si rilevano anche a Prato, con 241 segnalazioni ogni 100mila residenti, Trieste con 219 e Reggio Emilia con 211. Un dato che evidenzia come il fenomeno non sia limitato esclusivamente ai principali poli economici nazionali.
Sospese operazioni per 1,1 milioni di euro
Nel primo semestre 2026 l’Uif ha adottato otto provvedimenti di sospensione, lo stesso numero registrato nello stesso periodo del 2025. Le sospensioni hanno riguardato operazioni per un valore complessivo di 1,1 milioni di euro, rispetto ai 600mila euro del primo semestre dell’anno precedente. Complessivamente, l’Unità di informazione finanziaria ha valutato 64 richieste di sospensione, contro le 69 del 2025.
Crescono le richieste di informazioni agli operatori finanziari
L’attività di analisi delle segnalazioni sospette ha comportato anche un aumento delle richieste di informazioni rivolte ai soggetti obbligati. Nel primo semestre 2026 l’Uif ha inviato 3.152 richieste nell’ambito delle proprie attività di approfondimento finanziario, con una crescita del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La maggior parte delle richieste è stata indirizzata a banche e Poste, con 2.308 comunicazioni, mentre 446 sono state rivolte ad altri intermediari e operatori finanziari.
Parallelamente, l’Uif ha intensificato lo scambio internazionale di informazioni, trasmettendo 84 richieste alle Financial Intelligence Unit estere. Il dato risulta però in calo rispetto alle 167 richieste del primo semestre 2025, con una diminuzione del 49,7%.
















