Alessandro Zucchetti
Alessandro Zucchetti

«L’intelligenza artificiale è una frontiera sulla quale stiamo già investendo da vari anni, con risultati già apprezzabili», dice Alessandro Zucchetti e l’understatement che lo contraddistingue modera ma non cancella un certo, visibile orgoglio: «Del resto, il nostro gruppo dedica oltre 2.000 persone alle attività di ricerca e sviluppo, che consistono non solo nell’aggiornare le soluzioni storiche ma anche a svilupparne di nuove, a 360 gradi». Il gruppo Zucchetti, del resto – con oltre 8.000 dipendenti, dei quali più di 1.000 in 12 Paesi stranieri, tra cui Usa e Brasile – è ormai un colosso da 1,2 miliardi di euro di ricavi preconsuntivabili per il 2022 che, con 40 anni di esperienza all’attivo, oltre 700 mila clienti e 2.000 business partner raggiunge in realtà un totale di 50 mercati, con circa 1.700 soluzioni tra software, hardware e servizi innovativi, utilizzati praticamente in tutti i settori, dalle professioni alla manifattura ai servizi:  sistemi Erp (Enterprise Resource Planning), gestione del personale, sicurezza informatica, marketing digitale, audit e risk-management, Crm (customer relationship management). Insomma, tutto. 

La proprietà è della famiglia che ha fondato l’azienda 40 anni fa, per iniziativa dell’oggi 85 enne Mino, non più operativo ma ancora attento alle strategie. E questo ha garantito all’impresa un flusso costante e consistente di autofinanziamento, e di crescita sia per linee interne che esterne: come l’ultima acquisizione, di grande rilievo e impegno, cioè Piteco Group, leader non solo italiana nel sistemi di tesoreria aziendale, che Zucchetti ha acquisito da Deda Group. «Storicamente abbiamo sempre perseguito la strategia delle acquisizioni di competenze e specializzazioni, perfezionando tra le 10 e le 20 operazioni all’anno – precisa Alessandro Zucchetti, che del gruppo è amministratore delegato – Piteco è tra le più grandi mai fatte, ma molte altre sono in programma», e del resto è di gennaio 2023 l’acquisizione di una società triestina. O3 Enterprise,  specializzata nelle soluzioni per le immagini biomediche.

Dunque, dottor Zucchetti: partiamo dall’intelligenza artificiale. Cosa offre già soprattutto al mondo delle imprese e dove arriverà, secondo lei?

Quand’è nato Internet tutti ci chiedevamo cosa si potesse avere di più, sembravamo aver raggiunto il massimo. Poi è iniziata l’era delle App, della geolocalizzazione, dei social. Si è imposta nel mondo la blockchain, si è iniziato a parlare di Metaverso, e vedremo come andrà. Ora è esploso il tema dell’intelligenza artificiale, che però il mondo studia e sviluppa a vari livelli da anni, e noi con altri. È un filone che ha già attratto grandi investimenti e ancora ne attrarrà. Oggi abbiamo in offerta numerose soluzioni specifiche che già si avvalgono dell’intelligenza artificiale.

Ci fa qualche esempio concreto?

Offriamo un software di programmazione per la pianificazione della gestione delle risorse umane, dove abbiamo inserito componenti di AI e di machine learning, il cosiddetto autoapprendimento. Siamo anche attivi nel mercato dei software per l’industria albeghiera, abbiamo inserito nei nostir gestionali delle componenti predittive che permettono all’albergatore di monitorare tutta una serie di parametri, interni e soprattutto esterni alla struttura alberghiera, per ottimizzare i prezzi, individuando di volta in volta le tariffe migliori per garantire il massimo indice di occiupazione delle camere, senza per questo mai svendere.

Però la novità di ChatGpt è soprattutto la capacità di usare il linguaggio naturale, non trova?

Condivido, e infatti anche noi offriamo dei chatbot che si avvalgono di questa funzionalità tipica dell’intelligenza artificiale. Sono chatbot per l’assistenza all’impiego di nostre soluzioni, ad esempio su tematiche specifiche. Mi vengono in mente ora soluzioni badate sull’intelligenza artificiale per il matching dei curricula: molte aziende perdono tantissimo tempo a matchare le loro esigenze interne con le caratteristiche dei candidati che emergono dai curricula ricevuti, e abbiamo software intelligenti che sanno andare ben al di là della lettura dei campi predisposti nei moduli!

Torniamo alle vostre strategie. Piteco è un’azienda superspecializzata, immagino che confermiate il management di gestione. O no?

Sì, e del resto il management di Piteco era anche azionista dell’impresa. Peraltro, questa è la nostra filosofia, in tutte le molte acquisizioni che abbiamo fatto. È vitale andare avanti con il management esistente, chiediamo di lavorare in ottica di gruppo, non è sempre facile ma è la strada giusta…

Qualcuno andrà ben via, però!

Magari per ragioni personali, ma dal lato nostro c’è da sempre la massima attenzione nei confronti delle prime linee come anche di tutto il personale. Per un gruppo che, come il nostro, si ponga sempre l’obiettivo di fare il meglio, la motivazione e il coinvolgimento delle risorse umane è la cosa più importante!

Perché Piteco?

Un’azienda leader, ben gestita, redditizia. Che si presta bene a forti sinergie con i nostri clienti. Con Piteco, amplieremo ulteriormente la gamma dei servizi che offriamo ai clienti.

È facile integrare in un grande gruppo come siete oggi voi un’azienda con tante specificità?

È stato quel che abbiamo sempre fatto: integrare tra loro tutte le nostre soluzioni. Per noi, tutti i costi della system integration sono investimenti cruciali. E così quando ci proponiamo sul mercato, il cliente fruisce già di tutti i benefici dell’aver acquisito prodotti già integrati l’uno con l’altro, con enormi benefici informatici e sui costi.

A quale piattaforma vi appoggiate preferibilmente per esempio per gli Erp?

Gli Erp li sviluppiamo internamente, soprattutto per la parte contabile, amministrativa e del controllo di gestione. E siamo andati a integrarla con vari servizi verticali e con le linee di business che abbiamo nelle varie industry. Quanto al cloud, è la scelta prevalente della clientela e noi eroghiamo servizi in cloud da un nostro data center.

È utile utilizzare un data center proprio anziché appoggiarsi a strutture terze?

Quando si manifesta una qualche problematica, avere tutte le soluzioni internamente ci consente di intervenire in maniera più veloce e con l’assoluta conoscenza di cosa è successo, agendo così in modo più efficace. Quando la soluzione è invece esterna al perimetro dell’azienda fornitrice possono capitare blocchi più lunghi e dannosi dell’attività.

Un’ultima domanda: ritiene che il mercato delle piccole e medie imprese sia oggi più attento e consapevole della centralità dell’informatizzazione?

Sicuramente nel corso degli anni è la digitalizzazione delle imprese è aumentata di molto, sia sui prodotti ordinari – dove vediamo che alcune nostre soluzioni si utilizzano di più, e anche con soluzioni aggiuntive. Le soluzioni per la pianificazione e la gestione integrale dell’impresa, o magari le novità come quelle per il matching dei curricula di cui parlavamo prima e che un tempo veniva capite con difficoltà, oggi suscitano una grossa richieste, che copre ambiti specifici ma molto ampi.