Zainetto fiscale

Chi ama fare investimenti sa benissimo che in Italia la tassazione sui rendimenti per azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, ETF (Exchange Traded Fund), titoli derivati e certificati è passata, nel 2014, dal 20 al 26%. Si è trattato, come intuibile, di un deterrente per chi aveva già in corso degli investimenti, ma è stato tuttavia previsto uno strumento di compensazione tra perdite e guadagni, o meglio tra minusvalenze e plusvalenze, il cosiddetto zainetto fiscale. Proviamo dunque a vedere di cosa si tratta e qual è il suo funzionamento.

Zainetto fiscale, cos’è

Il meccanismo dello zainetto fiscale prevede che un soggetto possa portarsi dietro le minusvalenze derivanti da investimenti e andare così a compensare le plusvalenze ottenute. Il vantaggio fiscale di questa operazione è presto detto: minusvalenze e plusvalenze tenderanno ad annullarsi, con il soggetto che sarà tenuto all’aliquota del 26% solo sulla parte eccedente (risparmio d’imposta).

Inoltre, qualora nell’anno in corso le plusvalenze non dovessero essere sufficienti a coprire le minusvalenze, le stesse potranno essere “portate dietro” per gli anni successivi. Il vincolo, in tal caso, è che le minusvalenze siano già state indicate nella dichiarazione dei redditi, così da poter pian piano recuperare le perdite e ridurre l’impatto delle imposte sulle plusvalenze.

Zainetto fiscale, come funziona

Il recupero delle minusvalenze negli successivi a quello in cui le stesse sono state generate, è un’attività soggetta a dei limiti ben precisi. Anzitutto, per essere recuperate, è necessario che le minusvalenze derivino da prodotti finanziari che realizzano redditi diversi, mentre non possono essere compensate con redditi da capitale (disciplinati dagli articoli 44 e 45 del Tuir).

Nel Testo Unico Imposte sul Reddito è fatto esplicito riferimento ai redditi da capitale (non utilizzabili per la compensazione) e si tratta degli interessi derivanti da mutui, conti deposito, obbligazioni e certificati di massa. Ci sono anche le rendite perpetue, i proventi derivati da prestiti, gli utili derivanti dalla partecipazione in capitali di società, i dividendi societari, le remunerazioni delle azioni derivanti dalla partecipazione agli utili.

Le minusvalenze si recuperano con lo zainetto fiscale in fase di dichiarazione dei redditi. Quelle da portare in compensazione devono essere espressamente indicate, per legge, nel rigo RT3 colonna 1 del modello redditi PF 2022. Ecco dunque che nel rigo RT1 andranno indicati i corrispettivi dei prodotti, nel rigo RT2 i costi degli stessi titoli e nel rigo RT3 la differenza tra corrispettivi e costi. Qualora quest’ultima differenza fosse negativa, andrà compilata anche la colonna 1. Nel rigo RT4 vanno portate in compensazione le plusvalenze maturate negli anni antecedenti e non ancora compensate, mentre nel rigo RT5 vanno indicate le minusvalenze maturate negli anni precedenti (non più di 4). Occorre anche che le minusvalenze vengano certificate da un intermediario. Andrà poi ricordato che si sceglie di optare per investimenti finanziari, con la SIM, Società di Intermediazione Mobiliare, che aprirà un dossier titoli in regime fiscale amministrato. La società agisce in tal modo da sostituto di imposta, oltre ad occuparsi della gestione dello zainetto fiscale.