Sinner tasse

La vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon 2026 ha acceso l’entusiasmo di milioni di italiani davanti alla tv. Parallelamente, è proseguita anche la battaglia contro lo streaming illegale: durante il torneo, Piracy Shield ha effettuato 3.750 blocchi tra domini e indirizzi IP, confermando il rafforzamento delle misure a tutela dei diritti audiovisivi e degli investimenti nel settore dello sport.

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Mentre il numero uno del tennis mondiale conquistava il suo quinto titolo del Grande Slam, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha intensificato l’attività di contrasto alla pirateria audiovisiva attraverso Piracy Shield, il sistema introdotto per bloccare in tempo reale l’accesso ai contenuti trasmessi illegalmente.

Piracy Shield chiude 3.750 siti pirata a Wimbledon 2026

Secondo i dati comunicati dai detentori dei diritti e diffusi dal commissario Agcom Massimiliano Capitanio, nel corso dell’intero torneo sono stati effettuati 3.750 blocchi, di cui 3.390 FQDN (Fully Qualified Domain Name) e 360 indirizzi IP.

«Sono numeri che raccontano il costante lavoro di Agcom a tutela del diritto d’autore e di tutto ciò che ne deriva in termini di investimenti, posti di lavoro e sostenibilità dell’intero settore audiovisivo», ha dichiarato Capitanio.

Il commissario ha sottolineato come il contrasto alla pirateria richieda un’azione continuativa e strumenti sempre più efficaci. «È un impegno che l’Autorità porta avanti con continuità, evento dopo evento, perché la lotta alla pirateria non si esaurisce con un singolo intervento, ma richiede rapidità e costanza».

Pirateria audiovisiva, un danno economico non indifferente

L’attività di Piracy Shield si inserisce nella strategia italiana di tutela del mercato audiovisivo, che punta a proteggere il valore economico dei diritti televisivi, elemento centrale per il finanziamento degli eventi sportivi, degli operatori media e dell’intera filiera dell’intrattenimento.

La diffusione illegale di eventi sportivi, infatti, incide direttamente sui ricavi derivanti dagli abbonamenti e dagli investimenti pubblicitari, con effetti sull’intero ecosistema che sostiene produzioni, occupazione e sviluppo del settore.

Streaming illegale: multe fino a 5.000 euro

Agcom ricorda inoltre che anche gli utenti che accedono consapevolmente a contenuti protetti dal diritto d’autore attraverso piattaforme illegali sono esposti a conseguenze rilevanti. In base alla legge n. 93 del 2023, chi viene sorpreso a guardare eventi trasmessi illegalmente rischia sanzioni amministrative fino a 5.000 euro, oltre a eventuali richieste di risarcimento avanzate dai titolari dei diritti.

Sul fronte dei controlli, la Guardia di Finanza ha già avviato attività di identificazione e sanzione di migliaia di utenti in tutta Italia, rafforzando l’azione di contrasto al fenomeno della pirateria digitale.

Con Wimbledon 2026, il successo sportivo di Jannik Sinner si accompagna così a un’altra sfida, meno visibile ma sempre più strategica: quella per la tutela del valore economico dei contenuti sportivi nell’era dello streaming.