west gate

Si chiama West Gate ed è la prima area che sarà costruita  all’interno della nuova edificazione Mind (Milano Innovatione District)  un progetto che prevede lo sviluppo a uso misto. L’idea arriva da Lendlease, gruppo internazionale di real estate e investimento, sviluppo e rigenerazione urbana. Il progetto si sviluppa su un estensione di 300mila metri quadrati e vedrà la sperimentazione di soluzioni digitali in linea con le direttive in materia di transizione ecologica e digitale del Pnrr. Milano si arricchisce così di un distretto votato all’innovazione, alla circolarità, alla competitività, alla cultura e all’inclusione.

E non manca nemmeno tanto tempo, perché i permessi ci sono, i lavori inizieranno entro la fine del 2022 e la consegna è prevista a fine 2024 con i primi 5 lotti che comprendono residenze, hotel, volumi a uso uffici Zenith e Horizzon, MOLO (mobility hub e innovation hub). Il cuore del progetto batter nel Common Ground, che attraverserà tutto il progetto trasversalmente per un’altezza di 10 metri.

Un pool di progettisti high levele per un quartiere “eco”

L’intervento è stato presentato da Simone Santi Developement Director di Lendlease con il contributo dei progettisti cui è stato afficato il master plan e lo sviluppo di diversi lotti: Mario Cucinella, Andrea Rossi di Mca Architects, Giulliana Bonifati di Land e Mara Servetto di Migliore+Servetto. Infine erano presenti anche gli altri progettisti come Paolo Brescia di OBR e Andrea D’Antrassi di MAd Achitects, ma anche Francesco Fresa di Piuarch, Gianluca Peluffo delo Studio Peluffo e Andrew Waugh di Waugh Thistleton Architects. 

Nel 2024 arriveranno quindi i primi 150mila metri quadrati nel West Gate, su un totale di 300mila, che sorgeranno sulla porzione del distretto più in prossimità delle reti trasporto locali e nazionali (linea metropolitana e ferroviaria AV) e della Fiera Milano. È il primo centro di sperimentazione di soluzioni “eco” e digitali, che risponderà ai più elevati standard di innovazione, tecnologia e sostenibilità in linea con le certificazioni LEED platinum WELL Gold e Wirescode Platinum. Sarà anche sede di nuove aziende e di nuove sperimentazioni sul vivere la città, che hanno già scelto l’area per insediare la propria sede. Ad esempio Eon, colosso energetico internazionale che con Lendlease ha siglato una joint venture per dorare il quartiere di un’infrastruttura energetica all’avanguardia.

Nascerà un distretto dell’innovazione

West Gate è il primo elemento di un distretto dell’innovazione pensato su scala umana, nel quale l’uomo è al centro della progettazione, che prevede una mobilità dolce, che favorisca incontri e scambi tra le persone, così da creare quella serendipity tanto strumentale agli ecosistemi dell’innovazione.

Gli edifici che Lendlease sta progettando si basano sull’infrastruttura digitale che combina intelligenza artificiale, robotica e tecniche di advanced analytics, per garantire spazi flessibili all’insegna della sicurezza, del comfort e del benessere. L’infrastruttura digitale non sarà però visibile ma inserita all’interno degli edifici.

Alimentato al 100% da energia rinnovabile

West Gate sarà realizzato senza l’impiego di combustibili fossili di carbonio e sarà alimentato al 100% da energia rinnovabile: sarà il vero Living Lab con la massa critica necessaria  e rendere riproducibile e industrializzare processi e progetti di innovazione. La scelta è quella di affidare la progettazione a diversi studi.

Marico Cucinella Architects a capo di un gruppo di lavoro composto da Mca, Land, Systematica e Arup ha realizzato il progetto del masterplan di MIND, un’area fortemente infrastrutturale connessa con tutta Italia e  con tutta Europa. Fondato su quattro cardini lo principali, collegati l’uno all’altro, lo spazio è progettato per lavorare e generare innovazione per l’abitare, per lo spazio verde e per  ripensare la mobilità. Tutti gli spazi sono funzionali sono connessi dal Commond ground, come un unico grande elemento di collegamento a livello pedonale a favore di una mobilità dolce, un terreno comune unico, aperto alla socialità e alla collaborazione, che sarà  centrale e trasversale lungo l’intero distretto  di MIND e per 10 metri di altezza.

Il Commond ground vera innovazione architettonica

I primi 10 metri sono, infatti, quelli della percezione umana dello spazio: lo spazio di condivisione pubblica, di intersezione  della natura con gli edifici; lo spazio d’incontro e di scambio in una città nuova che vive. Non solo digitale ma relazione umana. Questo spazio di 10 metri tiene insieme tutti gli edifici, li attraversa  e rende omogenea e continua Mind. Su  questo spazio poggiano gli edifici, i diversi linguaggi  dell’architettura a cui è necessario dare una continuità. Il Common Ground sarà il vero cuore di Mind.  Hall, laboratori, ristoranti, bar, meeting room,  piazze, trasparenze, luoghi di incontro informali, alberi parchi, spazi dello sport, edifici per la ricerca e l’innovazione che trovano qui l’idea della contemporanea: un ecosistema urbano.

Lendlease ha affidato la progettazione e sviluppo del Commond Ground, i primi 10 metri e ogni edificio, comprensivi di spazio pubblico,  allo studio MCA, mentre il restante sviluppo verticale  di ogni singolo edificio a diversi studi di progettazione italiani ed esteri.

“Mind è la sintesi e la concretizzazione di quale possa essere il vero ruolo dell’architettura per un territorio: creare comunità favorendo relazioni fra le persone attraverso spazi comuni e pubblici che possano animare una città e che ne diventino il cuore pulsante. Mind sarà la città contemporanea dove trovare un nuovo rapporto tra costruito e natura; dove la struttura ecologica è la nostra città a dimensione umana. Una città innovativa in senso reale: non solo digitale, quindi, ma inclusiva, sostenibile, viva , afferma Mario Cucinella.

Il Common Ground diventa una sorta di parco urbano, dove libertà di movimento e relazione permettono alla comunità di essere protagonista. E in questo sistema integrato di spazio pubblico, un nuovo ruolo assume il verde, il cui progetto è affidato allo studio LAND. Il verde in MIND è un verde da vivere, un verde da sperimentare più rurale e meno”ornamentale”, da ricondurre al concetto di “Habitat” con un nuovo ruolo della natura in città.

In questo tessuto culturale e sociale, un’attenzione particolare è stata quella rivolta alla progettazione degli spazi pubblici cercando di attivare comportamenti positivi attraverso la costruzione di luoghi che creino consapevolezza e incentivino la cultura: per fare sostenibilità. Grazie a installazioni dedicate alle persone, progettate dallo studio Migliore e Servetto, si è voluto favorire la costruzione di un’identità consapevole del luogo.

Con il West Gate, Lendlease vuole portare una nuova visione e qualità urbana al servizio della comunità degli innovatori in Europa ha spiegato Simone Santi, MIND Developement Director di LendleaseUn luogo dove la comunità e le persone sono al centro, e quello che si vuole favorire è lo scambio del sapere e della conoscenza. L’obiettivo è quello di dar vita ad un progetto paragonabile per scala dimensionale a quello di molte città europee, un luogo dove daremo spazio a molte aziende, a case/hotel per chi farà parte dell’ecosistema dell’innovazione come studente, ricercatore, startupper imprenditore e professionista. Un luogo dove grande importanza è data agli spazi comuni e alla qualità del quotidiano, un luogo dove anche i monolocali avranno il loro spazio esterno e da ogni appartamento sarà sempre visibili alberi e verde per garantire il benessere delle persone anche indoor”.

West Gate vuole essere un nuovo Rinascimento verde del vivere. Il progetto sarà un complesso articolato: oltre al Common ground vedrà edifici di nuova generazione, funzioni miste e interconnesse come l’innovation Hub e il Mobility Hub. Oggi presentiamo ufficialmente questo grande progetto con i nostri partner e insieme portiamo a compimento la nostra idea di città del futuro: edifici in legno, energia pulita e mobilità green, 100% carbon neutral. Grazie al sostegno di investitori istituzionali come il fondo canadese CPPIB e la proficua collaborazione con le amministrazioni locali che ci hanno concesso proprio in queste settimane gli ultimi permessi necessari, siamo già partiti con gli scavi e presto avrà inizio il cantiere”.

Lendlease stima a fine 2024 il completamento dei lavori di questa prima parte dello sviluppo. MIND sarà invece completato entro il 2032, quando i “Minders”, persone che a diverso titolo vivono o lavorano o studiano a MIND, saranno oltre 60 mila.

Una nuova panoramica sugli edifici

Gli edifici del West Gate rappresentano il nucleo iniziale di strutture lungo una passeggiata verde, principale via d’accesso a MIND e al Decumano, con una grande piazza e un sistema di giardini e canali d’acqua. Qui sorgeranno edifici iconici progettati secondo i più moderni principi di sostenibilità, quali per esempio il legno e il DFMA, destinati ad uffici, residenziale (unità abitative in modalità build-to-rent) e retail.

I due edifici-uffici, Zenith e Horizon, per un totale di circa 50mila metri quadrati, sono due palazzi gemelli progettati a quattro mani da Piuarch e dallo studio inglese Waugh Thistleton Architects specializzato nella progettazione di edifici alti in legno. I due immobili ospitano la funzione uffici. Dal punto di vista strutturale la progettazione è caratterizzata da un approccio innovativo e altamente digitale che utilizza il DfMA – Design for Manifacture and Assembly per standardizzare e realizzare off-site i singoli componenti costruttivi, contenendo tempi e costi di produzione. Innovazione e sostenibilità passano anche dalla scelta del legno quale materiale principalmente utilizzato nella costruzione della struttura: particolarmente performante dal punto di vista dell’impatto ambientale in tutto il suo ciclo di vita, il legno è considerato il materiale carbon neutral per eccellenza. Con i suoi 13 piani fuori terra e 56 mt di altezza Zenith sarà l’edificio in legno più alto d’Italia e uno dei più alti in Europa.  Infine, abbracciando il concetto di Common Ground, comune in tutto MIND, il piano terra di Zenith si apre alla fruizione, ospitando, insieme alla lobby, funzioni diverse aperte anche a chi non lavora nell’edificio, realizzando una continuità spaziale tra esterno ed interno, tra pubblico e privato, generatrice di socialità, incontro e relazione.  

Il Mobility Hub “MOLO”, è invece un edificio mixed-use che in 3000 metri quadrati di retail ospiterà laboratori, uffici ed un parcheggio multipiano con 1500 posti auto tra pubblici e privati. Progettato da Architetto Andrea Nonni, MAD architects, Open Project srl, Progeca srl, l’acronimo sta per Mobility and Logistic hub. Il MOLO sarà una cerniera di connessione con le principali infrastrutture della mobilità lato Rho e un punto nevralgico per l’attrattività dovuta al mix funzionale al suo interno. Un raccordo che mette in relazione i luoghi e le azioni che si compiono in quei lembi di tessuto urbano. Il masterplan di MIND è stato impostato per incentivare e potenziare la mobilità sostenibile e leggera, con spazi a misura d’uomo al centro della progettazione e il MoLo diventa allo stesso tempo snodo e approdo, edificio pensato come primo varco che permette di accogliere le auto che devono raggiungere l’area, offrendo la maggior parte della sua superficie per la realizzazione di parcheggi. Un’architettura-infrastruttura a servizio del sito: oltre al parcheggio, l’edificio ospita anche una centrale impiantistica nodale per la strategia energetica di tutta l’area Westgate (energy center), un’area supermercato, al piano terra, locali destinati all’attività lavorativa (uffici) in spazi dedicati nella parte a sud e laboratori all’ultimo piano.

LInnovation Hub è invece il primo edificio che si vede arrivando in West Gate. Disegnato dagli architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR, l’Innovation Hub è stato pensato come il manifesto di una rinnovata sensibilità ambientale e sociale carbon zero, riunendo attività educative, creative, culturali e di ricerca. L’Innovation Hub è pensato come un “sistema aperto”, caratterizzato da una architettura dialogica che, partendo dall’ascolto di chi la frequenterà, lavora sul tempo, prima ancora che sullo spazio, accettando i futuri cambiamenti e rispondendo ai mutevoli desideri dei suoi futuri abitanti. Spazio pubblico, accessibile e aperto, sempre vivo e vissuto all’insegna della sperimentazione e dell’inclusione. 

Le residenze sono invece state progettate dallo studio Peluffo & Partners architettura. Rifacendosi ai maestri dell’astrattismo comasco, e ai più importanti sviluppi residenziali milanesi degli anni Cinquanta, i 400 appartamenti previsti sono interamente pensati per rispondere alle nuove esigenze del vivere: diverse aree e spazi comuni a disposizione degli utenti, luoghi d’incontro, aree verdi, un nuovo modo di vivere la casa che diventa sempre più luogo ibrido del fare.