Welfare aziendale a 4 zampe negli uffici Amazon

Il sito di Amazon Pay – la divisione del gigante dell’e-commerce che gestisce i pagamenti online – è molto esplicito: “Vuoi lavorare con noi? Il primo requisito è che tu debba amare i cani”. La sede centrale di Amazon è a Seattle, nell’estremo nord ovest degli Usa, dove la Società dà lavoro a 75mila persone in zona – e dove la forte integrazione con animali da compagnia nella sua vita aziendale è da tempo radicata. Secondo la Società, fino a settemila cani al giorno si presentano al lavoro assieme ai loro padroni. Nella sola divisione “Pay” i cani presenti quotidianamente sono circa 500.
La maggior parte degli edifici che costituiscono il campus di direzione del Gruppo sono “dog friendly” e le aree di ricevimento in ogni palazzo sono fornite di scorte di “doggy snacks” da distribuire agli amici pelosi. Ci sono “dog relief areas” – zone dedicate ai “bisognini” degli animali – sparse un po’ dappertutto. Al 17° piano del palazzo “Doppler” c’è una relief area arredata con finti idranti anti-incendio – simulacri di quelli rossi che si vedono lungo le strade americane – per incoraggiare le “minzioni” degli animali. Molti uffici sono attrezzati con fontane d’acqua adattate all’uso canino.
In più, l’azienda edita un mensile per i dipendenti – “Dogs at work” – e c’è una sorta di mercatino interno che si svolge periodicamente per tutto l’anno che offre prodotti per i cani. Amazon sponsorizza perfino una festa di Halloween per i dipendenti cinofili con premi per i cani che si presentano travestiti con i migliori costumi.
Solo il pensiero della sovrastruttura organizzativa che fa funzionare tutto questo farebbe tremare i polsi al più coraggioso dei Direttori del Personale e i costi aziendali devono per forza essere significativi, anche se Amazon non fornisce dati al riguardo – forse per non allarmare gli azionisti… D’altro canto, visto il successo del Gruppo, è difficile criticare la sua canine policy.
È controversa la presenza degli animali in ufficio. Ci sono ricerche che confermano l’effetto positivo sulla produttività, altre che invece lo negano. Nel caso di Amazon, parrebbe funzionare, ma le comunicazioni della Società non enfatizzano quest’aspetto. Una dei manager del progetto, Lara Hirschfield, spiega invece: “I nostri cani aumentano il divertimento e l’energia dinamica sul posto di lavoro”.
È anche vero che a Seattle – una metropoli “tascabile”, grande all’incirca come Torino – c’è una domanda altissima di personale specializzato visto che la zona ospita pure la sede di Microsoft e di numerose altre aziende tecnologiche. In un mercato simile, la gentilezza aziendale verso i cani comincia a essere semplicemente un altro, necessario, componente del costo del lavoro.
James Hansen per Mercoledì di Rochester