La partita per il controllo di Trevi-Finanziaria Industriale entra in una nuova fase. Dopo l’offerta pubblica di scambio annunciata da Icop alla fine di giugno, è Webuild a muovere una contromossa destinata a cambiare gli equilibri, lanciando un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sull’intero capitale della società. L’operazione punta a conquistare il gruppo specializzato nelle fondazioni e nell’ingegneria del sottosuolo attraverso un corrispettivo esclusivamente in contanti, con una valutazione superiore a quella implicita nella proposta concorrente.

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Un’offerta cash da 4,50 euro per azione

L’Opa promossa da Webuild prevede il pagamento di 4,50 euro in contanti per ogni azione ordinaria di Trevi conferita all’offerta. Il corrispettivo attribuisce alla società una valutazione complessiva di circa 295 milioni di euro, ponendosi su livelli più elevati rispetto a quelli sottesi all’offerta pubblica di scambio presentata da Icop. La scelta del pagamento integralmente cash rappresenta un elemento di forte attrattività per gli azionisti, che possono monetizzare immediatamente il valore delle proprie quote.

Premio vicino al 30% rispetto ai prezzi di Borsa

Dal punto di vista finanziario, uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione riguarda il premio riconosciuto dal prezzo offerto. I 4,50 euro per azione incorporano infatti un incremento del 29,8% rispetto al prezzo di chiusura registrato dal titolo Trevi il 26 giugno 2026, evidenziando la volontà di Webuild di presentare una proposta competitiva e convincente. Un differenziale di questa entità rappresenta un incentivo significativo per favorire l’adesione degli investitori all’offerta.

Si intensifica il confronto con Icop

L’iniziativa di Webuild arriva a poche settimane dall’Ops annunciata da Icop il 28 giugno 2026, dando vita a un vero confronto tra due operatori interessati al controllo di Trevi. L’offerta in denaro e la maggiore valorizzazione riconosciuta dal gruppo guidato da Webuild potrebbero modificare le dinamiche della competizione, lasciando ora agli azionisti il compito di valutare quale proposta risulti più conveniente sotto il profilo economico e strategico.