MICHAEL KEVIN O'LEARY, CEO DI RYANAIR GROUP

Il ritorno dell’incubo caro-voli minaccia le tasche dei viaggiatori per le festività natalizie. Lo scrive il Messaggero riportando che i prezzi per raggiungere Sardegna e Sicilia -nonostante ci sia un’istruttoria in corso dell’Authority competente per il caro-voli dell’anno scorso con aumenti del 700% tra Natale 2022 e gennaio 2023 – rischiano di subire di nuovo un’impennata fino al 1.260%, con una media di 300 euro a biglietto. Il Governo sta facendo pressing sulle compagnie aeree che così rischiano sanzioni a molti zero.

Antitrust pronta a sanzionare le compagnie low cost

L’Antitrust è pronta infatti a intervenire con multe milionarie. Le compagnie low cost, tra cui Ryanair, Wizz Air ed easyJet, potrebbero essere colpite da sanzioni per un presunto cartello anti-concorrenza. Anche Ita Airways è sotto la lente.

Algoritmi gonfia-prezzi e rincari voli aerei

Gli algoritmi delle compagnie aeree giocano un ruolo chiave nei nuovi rincari. Escludendo poche offerte vantaggiose, il costo dei voli risulta ancora elevato nonostante il prezzo del carburante sia in discesa del 45% rispetto all’anno precedente.

“Il ministro delle Imprese Adolfo Urso – riporta il Messaggero – incontrerà i vettori aerei nel nuovo tavolo voli previsto per il 20 novembre. Il Mimit fa notare come l’Antitrust, dopo l’approvazione del decreto Asset, abbia poteri in più per limitare l’utilizzo degli algoritmi gonfia-prezzi.

Codacons, le denunce sul caro-voli

L’analisi del Codacons nel frattempo rivela cifre impressionanti. Per un viaggio a Palermo il 23 dicembre, i costi minimi partono da 143 euro da Roma, 204 euro da Milano, 269 euro da Torino e addirittura 314 euro da Bologna. Ma cosa c’è dietro questi numeri?

Le prospettive per il Natale 2023 mostrano prezzi inferiori rispetto all’anno scorso, ma comunque tra il 13% e l’11,8%, più alti rispetto al Natale 2021. Le compagnie aeree attribuiscono questi costi elevati all’inflazione, principalmente al carburante.

La sfida (pretestuosa) dei costi del carburante

Secondo quanto dichiara al quotidiano romano Andrea Giuricin, docente alla Bicocca di Milano «nel periodo aprile-settembre di quest’anno Ryanair ha aumentato i prezzi medi del 24% per passeggero (rispetto al 2022), mentre il prezzo carburante è cresciuto del 20% a parità di chilometri volati». Ci sarebbe quindi un 4% in più. E negli ultimi mesi le compagnie hanno realizzato ottimi profitti, ripianando appieno le perdite del periodo Covid. Ryanair ad esempio ha chiuso l’anno finanziario 2022-2023 con un risultato positivo di 1,31 miliardi.

«Comprare più carburante prima – spiega ancora Giuricin al Messaggero – può essere considerata una scommessa, considerando che i prezzi sarebbero rimasti alti, ma in realtà sono scesi. Quindi l’operazione non ha ripagato, ma può ‘giustificare’ più facilmente il rialzo dei prezzi. In ogni caso nell’ultimo trimestre di quest’anno, con una parte di nuove scorte da comprare, i costi del carburante per le aziende dovrebbero ridursi».

Insomma, a sentire l’esperto di trasporti aerei, se un aumento dei biglietti nel periodo delle festività (conseguente all’aumento della domanda), fisiologicamente ci può stare, non è accettabile invece l’impennata in arrivo, considerati i profitti dell’ultimo periodo e il costo in calo del carburante.

Cosa faranno Ryanair e le altre low cost da qui a Natale? La risposta al momento è incerta e l’Antitrust è pronta a intervenire.