Voli aerei

Si è risolta con un niente di fatto l’indagine dell’Antitrust sui prezzi anomali dei voli aereri l’anno scorso durante le vacanze di Natale. Lo ha detto il presidente dell’Antitrust Guido Stazi. «Le evidenze raccolte non hanno fornito elementi sufficienti a corroborare l’ipotesi istruttoria. Di tale esito, come previsto dal regolamento di procedura, sono stati informati i vettori aerei coinvolti e, allo stato, è prevista la chiusura del procedimento nelle prossime settimane”. A indicarlo è stato il segretario generale dell’Antitrust, Guido Stazi, in un’audizione alla Camera, riferendo dell’istruttoria nell’ambito della quale “l’Autorità ha inteso verificare se gli incrementi del livello dei prezzi registrati lo scorso anno in occasione delle festività natalizie sulle rotte nazionali da e per la Sicilia fossero riconducibili ad una concertazione illecita tra i vettori aerei».

Un’istruttoria contro le principali compagnie aeree

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di Ryanair, Wizz Air, Easyjet e Ita per accertare l’esistenza di violazioni dell’articolo 101 Tfue,che vieta qualsiasi accordo tra imprese, decisioni di associazioni di imprese e pratiche concordate che incidono sul commercio tra paesi dell’Ue che potrebbero impedire, limitare o falsare la concorrenza.

LEGGI ANCHE: Voli aerei Natale 2023, prezzi alle stelle, l’Antitrust pronta alla stangata

L’istruttoria è stata avviata su segnalazione del Codacons che denunciava presunte distorsioni della concorrenza derivanti dall’incremento dei prezzi dei biglietti aerei sulle tratte di collegamento tra le principali città italiane (Roma, Bologna, Torino e Milano) e la Sicilia in corrispondenza delle festività natalizie. Le variazioni anomale sono state registrate proprio durante le scorse vacanze natalizie e la segnalazione è partita dall’associazione dei consumatori che ha chiesto chiarezza all’autorità di vigilanza sul mercato e la concorrenza, che però nei prossimi giorni chiuderà l’inchiesta, non avendo ravvisato elementi di irregolarità. Non è stato organizzato un cartello dei prezzi, come  nei fatti aveva ipotizzato lo stesso Codacons nella propria segnalazione inviata all’Antitrust e che non ha portato a nessun tipo di sanzione