Mobilità e Covid: ad aprile +63% rispetto all'anno precedente

Le immatricolazioni di auto aziendali vanno bene, anzi vanno addirittura meglio del mercato dell’auto in generale. In Italia nel mese di agosto, normalmente sempre un po’ sottotono, le vendite di veicoli intestati a società (incluso noleggio e leasing) sono cresciute del 15% e rappresentano il 44,7% del mercato, con una crescita della quota di quasi due punti rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nei primi otto mesi dell’anno, poi, le autovetture vendute alle aziende sono cresciute del 4,8% e con una quota di mercato del 47,4%. Un risultato che ha largamente compensato il calo delle immatricolazioni dei privati. Ad eccezione di quelle a benzina, che calano del 5,8%, crescono le immatricolazioni per delle auto aziendali per ogni tipo di alimentazione, soprattutto elettriche, ibride e gpl, che registrano tassi di incremento supero al 50%.

Ormai le immatricolazioni destinate ai parchi automezzi delle società rappresentano il 44,7% del mercato totale

Questi sono i numeri, ma la realtà è molto più complicata. Il panorama che hanno di fronte le case automobilistiche, le aziende clienti, le imprese e i professionisti è fatto di nuove normative, campagne di stampa, decisioni delle amministrazioni locali, cambiamento delle abitudini e, soprattutto, del sentiment dei consumatori che deriva da tutti questi fattori. Tutti gli esperti del settore o quasi sono convinti che andremo verso una mobilità, anche aziendale, che sarà elettrica e questo finisce per avere un suo peso, magari per ora non ancora decisivo, nelle scelte di acquisto dei potenziali clienti. Ma, nonostante i passi aventi fatti negli ultimi anni, la “mobilità a zero emissioni” che ha cominciato da qualche anno a fare capolino nei concessionari non è in grado di soddisfare tutte le esigenze degli utilizzatori, specie di quelli che hanno bisogno dell’auto per lavoro. E nessuno sa immaginare con un certo grado di sicurezza quando avverrà. Lo dimostrano le previsioni sul mercato italiano per i prossimi anni. Le hanno fatte, o meglio hanno tentato di farle sia l’Unrae, l’associazione che riunisce le case automobilistiche straniere presenti in Italia, sia l’Aniasa di Confindustria che raggruppa le aziende del noleggio. Le stime che emergono sono la migliore fotografia dell’incertezza che vive il settore. Per l’Unrae nel 2025 la quota di mercato delle auto con un motore termico (nel 2017 al 88%) sarà del 61% e cinque anni dopo sarà quasi dimezzata scendendo al 35%. Per Aniasa, invece, la quota del mercato italiano delle motorizzazioni tradizionali rimarrà nel 2025 all’80% (46% diesel e 34% benzina) e nel 2030 scenderà di soli tre punti arrivando al 77%. Ancora più evidente è scostamento per quanto riguarda le auto elettriche ed ibride che insieme per Aniasa arriveranno al 12% tra sette anni e al 17% tra dodici, mentre per Unrae arriveranno al 27% nel 2025 e avranno esattamente la metà del mercato nel 2030.Nessuno in questo momento può vendere certezze e, in questo scenario, si naviga a vista. 

Le auto elettriche ed ibride insieme, secondo Aniasa, arriveranno al 12% del mercato tra sette anni e al 17% tra dodici

Le flotte aziendali restano, comunque, la locomotiva dei numeri in crescita delle auto a batterie. Le statistiche elaborate da Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) dicono che le aziende hanno acquistato oltre l’85% dei 3088 i veicoli a zero emissioni immatricolati in Italia nei primi otto mesi del 2018, con un incremento del 145%. Ma sono ancora numeri piccolissimi. «Pur parlando di volumi contenuti in un mercato dell’elettrico che stenta a crescere in modo decisivo» conferma Fabrizio Piastra, Direttore vendite flotte di Renault Italia «la sempre crescente attenzione alle alimentazioni alternative sta progressivamente sensibilizzando il mondo delle aziende ad un utilizzo dei veicoli elettrici per lo svolgimento delle attività quotidiane. In tale contesto, negli ultimi 3 anni abbiamo assistito ad un importante  incremento delle vendite della nostra gamma 100% elettrica Renault Z.E. di circa il 60% (rispetto al 2016) nel mondo delle piccole e medie imprese. Da non tralasciare l’altrettanto importante evoluzione che si è potuta notare nel mondo del noleggio a lungo termine, dove l’incremento è stato sensibilmente maggiore, grazie ad una formula “tutto incluso” che permette al cliente di apprezzare appieno tutti le qualità di un veicolo elettrico». Il rovescio della medaglia delle motorizzazioni elettriche sono quelle a gasolio che, dallo scoppio dello scandalo del dieselgate in poi, sembrano essere diventate la radice di tutti i mali. Tanto che si moltiplica il numero delle grandi città, anche italiane, che ha in programma di vietarne la circolazione. 

Christian Catini (Mercedes): «Abbiamo rilevato una richiesta sempre crescente di motorzzazioni alternative ed ibride»

Una misura draconiana che sta provocando un calo delle vendite in tutta Europa, tranne che in Italia. Più efficienti ed economiche, sono state scelte in due casi su tre dai fleet manager italiani che nei primi otto mesi del 2018 ne hanno acquistate oltre 426 mila, con una crescita di quasi il 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. «Nel 2018» racconta Christian Catini Corporate&fleet sales manager di Mercedes-Benz Italia «non si sono ancora registrate differenze significative rispetto al passato e le alimentazioni diesel rappresentano oltre il 90% delle nostre vendite. Nonostante ciò, abbiamo rilevato una richiesta sempre crescente di motorizzazione alternative e alcune grandi aziende stanno modificando le proprie car list introducendo versioni ibride. Probabilmente nel corso del 2019 avremo le prime evidenze di questo cambiamento di tendenza nelle flotte, anche favorita da un’offerta di prodotto ibrido sempre maggiore e allineata alle esigenze di business».

Insieme al noleggio a lungo termine, che lo scorso anno poteva vantare una flotta di quasi 800 mila veicoli e quest’anno è cresciuto ancora, proprio le auto ibride, soprattutto a benzina, ma anche a gasolio, oltre alle più tradizionali motorizzazioni a metano e gpl, potrebbero potrebbero essere un fattore decisivo per lo sviluppo del mercato delle auto aziendali. È certo che i numeri attuali (quasi 20 mila auto ibride vendute in 8 mesi) e tassi di incremento delle vendite alle società (+55% rispetto al 2017) iniziano a farle diventare un fenomeno da tenere in considerazione.