La parola “longevità” è entrata nel linguaggio comune e nel dibattito pubblico: vivere più a lungo, e in buona salute, non è più un’aspirazione vaga ma una prospettiva concreta per milioni di italiani. Mentre le nascite calano, 355 mila nel 2025, in flessione del 3,9% sul 2024, l’Italia si posiziona ai vertici europei per aspettativa di vita: 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne.
Oggi 14 milioni di italiani, il 24,7% della popolazione, hanno superato i 65 anni e godono, nella maggior parte dei casi, di una salute che consente loro di restare protagonisti della vita economica e sociale del Paese. Entro il 2050 questa quota salirà al 35%, alimentando una Silver Economy che vale già oltre 400 miliardi di euro di reddito spendibile all’anno. Gli over 65 detengono più della metà della ricchezza netta nazionale e generano oltre il 35% dei consumi.
Fiorenzo Bortolato, Segretario Generale di EFPA Italia, la Fondazione affiliata alla European Financial Planning Association che certifica professionisti della consulenza finanziaria, inquadra il fenomeno con equilibrio. “Fino a pochi decenni fa la pensione rappresentava una fase relativamente breve della vita. Oggi, a 65 anni, rimangono circa 20 anni da vivere, di cui 10 in buona salute. Lo scenario appare positivo, ma è utile riconoscere anche i rischi che porta con sé”.
Il rischio ha un nome tecnico: Longevity Risk, la possibilità di non disporre di risorse sufficienti per mantenere il proprio tenore di vita fino alla fine dei propri giorni. “È un aspetto di cui tenere conto nelle scelte di risparmio e investimento, agendo con tempestività”, avverte Bortolato.
Da qui nasce il Longevity Planning promosso da EFPA Italia: azioni finanziarie pensate per sostenere economicamente l’ultima, e sempre più lunga, fase della vita. Il primo passo è avere piena consapevolezza della propria situazione patrimoniale, che non significa conoscere solo lo stipendio, ma includere entrate nette medie, spese fisse e variabili, liquidità disponibile e debiti, anche contenuti.
Il secondo elemento riguarda l’abitudine al risparmio, che dovrebbe entrare nella routine finanziaria, destinando regolarmente una quota delle entrate a un piano di investimento coerente con il proprio orizzonte temporale. Non sono necessarie somme importanti: bastano cifre contenute, se versate con costanza.
Altrettanto importante è un fondo di emergenza, capace di assorbire imprevisti come perdita del lavoro o spese mediche rilevanti, evitando di intaccare risparmi destinati ad altro. Le coperture assicurative possono affiancare la liquidità, che da sola non basta a garantire protezione.
EFPA Italia richiama l’attenzione anche sulla gestione del denaro fermo: mantenere somme elevate sul conto corrente significa rinunciare al potenziale di valorizzazione del mercato e subire l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione. La scelta degli strumenti finanziari dovrebbe sempre essere guidata dagli obiettivi personali.
Infine, un monitoraggio costante permette di verificare se il piano finanziario resta adeguato, controllando la propria posizione previdenziale e confrontando la futura pensione con il tenore di vita desiderato, per intervenire in tempo su eventuali squilibri.
Resta un avvertimento di fondo: il “fai da te” raramente è la strada giusta.













