Vino

Saranno i primi ad avvertire i consumatori del pericolo per la salute connesso agli alcolici. Anticipando l’Europa e provocando qualche mal di pancia tra i rappresentanti degli alti paesi. Gli irlandesi hanno deciso di includere la stampigliatura di avvertenze sanitarie obbligatori sulle etichette di bevande alcoliche, incluso il vino e soprattutto la birra, che in Irlanda è una delle bevande più diffuse.

Nei giorni scorsi l’Irlanda ha notificato alla Commissione Europea un proprio progetto di regolamento che prevede sulle bottiglie di alcolici avvertimenti simili a quelli delle sigarette e del tabacco. Per il sottosegretario all’agricoltura Gian Marco Centinaio si è trattato di una fuga in avanti.

Le proteste del ministero dell’agricoltura

«Sfugge il perché – ha dichiarato – l’Irlanda abbia voluto anticipare Bruxelles dove si sta lavorando a una proposta che dovrà basarsi sulle indicazioni date dagli eurodeputati. Non sia una sponda per avvalorare iniziative comunitarie su health warnings su tutte le bevande alcoliche. Il messaggio lanciato da Strasburgo è stato chiaro, c’è una profonda differenza fra abuso e consumo moderato e responsabile. In alcuni paesi europei il consumo compulsivo di alcolici rappresenta una piaga sociale. In Italia non è così. In ogni caso un’etichetta non sarà la soluzione. La salute non si tutela puntando il dito contro un singolo prodotto, ma attraverso l’educazione, promuovendo uno stile di vita sano e una corretta informazione».

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Le preoccupazioni dei produttori italiani

I primi a esprimere le loro preoccupazioni furono proprio i produttori di vino italiani, a febbraio, quando venne votato il rapporto Beca, che si occupa della cura dei tumori. Si temeva che il mancato distinguo tra l’uso e l’abuso degli alcolici potesse danneggiare in qualche modo uno dei principali prodotti per i quali il Made in Italy è conosciuto in Italia. Alla fine l’idea di distinguere passò, ma questa novità in salsa irlandese rompe il fronte comune.