In uno scenario geopolitico fortemente instabile, l’incertezza economica che investe il ceto medio, le profonde divisioni tra i Paesi membri, insieme al calo di fiducia verso le istituzioni europee hanno evidenziato tutti i limiti di una politica europea, ostaggio di una burocrazia che frena il processo di integrazione del Mercato Unico. Il Parlamento europeo che sarà eletto dovrà assumere scelte coraggiose per il futuro dell’Europa e imprimere un deciso cambio di passo per rafforzare il proprio peso politico nel complesso contesto geopolitico, ma anche per sostenere la crescita economica e lo sviluppo sostenibile, assicurando stabilità finanziaria e contenimento del debito. Al tempo stesso, sarà chiamato a rendere le istituzioni europee più efficaci, trasparenti e più vicine alle esigenze dei cittadini e delle imprese, semplificando i processi decisionali che riguardano la politica estera, la sicurezza, le politiche fiscali, il bilancio, la giustizia, la salute e il welfare. Ambiti nei quali i liberi professionisti vogliono avere voce in capitolo nella prossima legislatura. anche per affermare il loro ruolo propulsivo nel mercato del lavoro, nel settore dei servizi e del terziario avanzato, nella competitività del sistema produttivo e nelle tutele sociali.

«I liberi professionisti intendono giocare un ruolo di primo piano nel processo di transizione del mercato unico verso un’economia più sostenibile, più resiliente e più competitiva, fornendo il proprio know how e la propria visione sui temi più rilevanti della prossima legislatura europea», commenta il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. «Il nostro impegno è quello di creare la più grande economia basata sulla conoscenza. Siamo fermamente convinti che sia arrivato il momento di mettere a frutto le potenzialità di un sistema professionale che in Europa conta oltre 5,6 milioni di liberi professionisti e rappresenta circa il 10% del Pil europeo».

Formazione, innovazione, imprenditorialità e protezione sociale sono le parole chiave per promuovere la crescita dei servizi professionali in Europa. E l’agenda di Confprofessioni per il prossimo Parlamento Ue, consegnata ai candidati italiani di tutte le forze politiche, indica la rotta. Competenze professionali al servizio della transizione; politiche di investimento e fondi strutturali europei; autoimprenditorialità e sviluppo delle attività professionali; reti professionali europee e mobilità dei professionisti sono in cima alle priorità messe a punto dalla Confederazione guidata dal presidente Stella. Un pacchetto di interventi che comprende anche quadri comuni di formazione ed Erasmus per i professionisti; intelligenza artificiale nel mercato dei servizi professionali; dialogo sociale europeo, welfare universale e politiche attive.

«Il raggiungimento degli obiettivi di crescita sostenibile, e le possibilità di completare le transizioni verde e digitale secondo i tempi dettati dall’Agenda 2030, dipendono in larga misura dalla presenza di servizi professionali adeguati, con competenze aggiornate, in grado di accompagnare imprese, cittadini e pubblica amministrazione nell’attuazione di questi processi», sottolinea Stella. «Eppure, fino ad oggi, l’Unione si è occupata solo marginalmente delle libere professioni, attraverso interventi circoscritti allo sviluppo della mobilità dei professionisti nello spazio europeo e all’abbattimento di presidi tradizionali del lavoro professionale regolamentato, a partire dalle tariffe. Possiamo affermare che nelle ultime tre legislature europee è mancata una visione strategica di sviluppo per un settore economico che attraversa ogni ambito dell’economia e della società. È dunque arrivato il momento di dare una prospettiva di crescita al nostro settore sui temi della sostenibilità, della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, in modo da assecondare il processo evolutivo delle professioni verso un’Europa delle competenze».