La cura lungimirante della longevità arriva a Venezia in coincidenza con il Festival del
Cinema con un cortometraggio prodotto dal Gruppo The Skill in collaborazione con il
Fondo di assistenza sanitaria integrativa (Fasi) e Sport e Salute e con protagonisti
campioni olimpionici del calibro di Manuela Di Centa, Venanzio Ortis e Andrea Lucchetta
ed esperti in longevità come l’endocrinologa Lucia Riganelli.

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Con una speranza di vita che supera gli 83 anni, oggi l’Italia è uno dei Paesi più longevi in
assoluto e il docufilm “Vecchio a chi? La cura della longevità in salute”, presentato il 10
settembre alle 17.45 presso il padiglione della Veneto Film Commission alla Mostra
internazionale d’arte cinematografica di Venezia è un viaggio sui corretti stili di vita e i
segreti per un’esistenza non soltanto lunga ma soddisfacente, fatta di prevenzione, sport,
alimentazione corretta, psiche sana.

Il cortometraggio, prodotto da The Skill Group e firmato da Lorenzo Munegato e Alberto
Pezzella con una performance della giovane attrice Sofia Tocci, pone al centro della
narrazione i quattro pilastri della longevità: la salute fisica, quella psicologica, l’attività
sportiva e l’alimentazione, raccontati attraverso le esperienze e le testimonianze di medici,
psicologi, docenti universitari ed ex atleti di caratura internazionale.

“Recentemente – racconta Daniele Damele, Presidente del Fasi – abbiamo concluso un
progetto pilota di ricerca in quattro regioni italiane, approvato dal Comitato Etico Nazionale
dell’Istituto Superiore di Sanità e incentrato su salute, fragilità e autonomia
della nostra popolazione assistita over 65. Nel campione analizzato, i report evidenziano
che oltre la metà (circa il 57-59%) dei soggetti coinvolti convive con una o più patologie
croniche diagnosticate nel corso della vita, una quota che richiede modelli di presa in
carico continuativi. Su questo fronte è necessario intervenire, lavorando sulla prevenzione,
per garantire una vita in salute ed autonomia a quante più persone possibile”.
"Investire nella longevità in salute – afferma Luca Del Vecchio, Vicepresidente del Fasi –
significa investire nel futuro del Paese e delle sue imprese. Iniziative come questa
dimostrano come sanità integrativa, sport e cultura della prevenzione possano lavorare
insieme per cambiare il modo in cui affrontiamo l'invecchiamento, trasformandolo da un
limite in una risorsa”.

Nel cortometraggio è descritto anche il progetto “Illumina”, promosso da Sport e Salute e
finanziato dal Ministero per lo Sport e i Giovani, iniziativa nata con l’obiettivo di trasformare
gli spazi urbani in luoghi vivi e accessibili per la comunità: playgorund moderni,
multifunzionali e colorati pensati come punti di riferimento per cittadini di tutte le età. Spazi
dove bambini, ragazzi, famiglie, sportivi e anziani possono utilizzare gratuitamente le aree
dedicate allo sport, in un ambiente progettato per favorire il benessere, la socialità e uno
stile di vita attivo.

Nel Corto sono poi raccontate l’iniziativa “Barca xe Casa”, lezioni di psicomotricità che si
basano sulla tradizione del remo sostenute dal Comune di Venezia all’interno delle case di
riposo cittadine, gli investimenti di Regione Veneto sull’impiantistica sportiva, gli studi di
Anmdo (Associazione Nazionale Medici delle Direzioni Ospedaliere) e il progetto legato ai
cibi epigenetici, che allungano la vita, del laboratorio Bio Aging Gisva dell’Università di
Padova.

“Tra il 1990 e il 2024 la speranza di vita è cresciuta di circa 8 anni per gli uomini e di 6,5
per le donne, arrivando rispettivamente a 81,5 e 85,6 anni. Siamo partiti da questo
presupposto per analizzare e raccontare quali possono essere i segreti e le best practice
per arrivare a vivere in salute e nel pieno delle proprie forze la seconda parte della nostra
vita”, conclude Lorenzo Munegato.