sportelli bancari

Il 2023 è stato un anno da record per le prime cinque grandi e medie banche italiane quotate. Hanno totalizzato 21,1 miliardi di euro di profitti netti (+65% rispetto ai 12,8 miliardi del 2022), grazie agli 8,6 miliardi di utile netto di UniCredit, ai 7,7 di Intesa
Sanpaolo, e ai 2,05 miliardi di Mps, per non tralasciare gli 1,5 di Bper e 1,26 di BancoBpm.

Se si esce dal perimetro delle big per osservare l’andamento delle banche commeciali medio piccole, ci si accorge che il saldo complessivo sale a 22,5 miliardi, grazie agli utili di Popolare Sondrio(461 milioni) e Credem (562 milionî) e a quelli delle più piccole
ma redditizie Banco Desio (240 milioni)e Banca Ifis (160). A coronare l’anno d’oro
delle banche italiane, è poi arrivato anche lo “storico” ritorno al dividendo di Mps dopo 13 anni di digiuno per gli azionisti

Dietro alla crescita degli utili delle banche i tassi di interesse

Ad alimentare l’incremento di tutti questi profitti c’è senza dubbio la politica monetaria dell’Ue, che ha comportato (in modo particolare) per le le 2 grandi banche un incremento
inatteso delle cedole e dei buy back azionari. Ma non sono tanto i dati da record delle banche ad attirare gli azionisti, quando gli outolook per l’anno appena iniziato. Per alcuni istituti come Bnp Paribas,  Ing e alcune medie banche spagnole non è arrivata una promozione per la guidance, al punto che in Borsa si sono registrate pesanti cadute, per
quelle banche europee che hanno fornito un’outlook in frenata rispetto alle previsioni elaborate dagli analisti considerando una discesa dei tassi Bce nella seconda metà dell’anno. Gli investitori temono che nel 2023 non solo sia stato raggiunto il picco dei tassi, ma che si sia arrivati anche al picco degli utili. Infatti, come riporta il Sole 24 ore, “A sorpresa, tutte le “top five” domestiche hanno annunciato che nel 2024 gli utili netti saranno uguali o superiori a quelli dell’ormai passato anno dei record. A partire
dalle due grandi banche, con UniCredit che punta a un utile 2024 pari o maggiore agli 8,5 miliardi del 2023. ConIntesa Sanpaolo che vede i profitti netti del biennio 2024-2025 salire da 7,7 miliardi ad almeno 8 miliardi”.

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Da cosa dipende il cambio di redditività

Secondo i vertici delle banche italiane il cambiamento nella redditività dipende dal margine
di interesse che dovrebbe mantenersi sostanzialmente analogo a quello dell’intero 2023, dall’andamento atteso dei ricavi commissionali, in particolare nel risparmio
gestito e nelle assicurazioni vita, che è previsto in ripresa nella seconda parte
dell’anno quando itassi scenderanno, e infine dalle previsioni sul costo del rischio di credito.