«Usiamo bene gli algoritmi, sono la nuova elettricità»
Marco Icardi, ceo di Sas Italy, all’ultimo Sas forum tenutosi a maggio a Milano

Analytics economy, intelligenza artificiale, machine learning, customer intelligence, IoT. Tematiche che stanno rivoluzionando, e continueranno sempre di più a farlo, la nostra vita quotidiana e con essa anche il modo di fare business. Quali gli scenari futuribili e in che modo l’uomo – e a cascata: il mondo aziendale, la pubblica amministrazione, la medicina e tutti gli altri ambiti dell’attività umana – potranno trarne il massimo beneficio possibile? Sono gli interrogativi ai quali ha cercato di dare risposta l’ultimo SAS Forum, l’appuntamento annuale dedicato all’innovazione e promosso dalla multinazionale americana leader negli analytics, presente in Italia dal 1987 con sede generale a Milano, uffici a Roma, Venezia Mestre e Torino e centinaia di clienti distribuiti in tutti i settori di mercato: finance, industria, telecomunicazioni, commercio, servizi, utilities, Pubblica Amministrazione e sanità. All’evento hanno partecipato oltre duemila persone, tra esperti di settore, manager, giornalisti e imprenditori. “Inspire The Extraordinary” è stato il tema generale, inteso come “lo straordinario è possibile”, attraverso la collaborazione uomo-macchina.

«Oggi più che mai – ha sottolineato, Marco Icardi, regional vice president SAS e Ceo SAS Italy – non siamo più indipendenti dagli algoritmi come non lo siamo più dall’elettricità, bisogna prenderne atto e cercare di trarre il massimo vantaggio dal connubio uomo-macchina, perché la tecnologia porta valore, se sfruttata nel rispetto di concetti quali trasparenza, etica, sicurezza». L’Intelligenza Artificiale, dunque, non è un qualcosa da temere, come qualcuno sostiene, quanto un qualcosa che può migliorare la qualità della vita.

Marco Icardi: «non bisogna temere l’intelligenza artificiale. Essa è al servizio dell’uomo, cui spetterà sempre l’ultima parola»

«Essa – ha continuato Icardi – è al servizio della creatività e della capacità decisionale e conoscitiva dell’uomo, cui resterà sempre l’ultima parola, il compito di prendere decisioni sulla base degli input che le macchine, ispiratrici costanti di nuova innovazione, potranno dare».

Le ricadute possono essere tantissime, com’è emerso anche dagli interventi dei tanti e variegati keynote speaker dell’evento. Da Marco Zorzi, professore di Psicologia ed Intelligenza Artificiale all’Università di Padova, che ha sottolineato come l’I.A. possa essere uno strumento per aumentare le nostre capacità cognitive, ad Hannah Fry, matematica e docente presso il Centro per l’Analisi Spaziale Avanzata dell’University College di Londra, che ha condotto la platea in un affascinante viaggio nel mondo dei modelli matematici per spiegare anche le relazioni umane e le possibili influenze dei comportamenti dei singoli verso il contesto circostante. L’impatto sulla sanità è stato invece affrontato da Enzo Grossi, direttore scientifico della Fondazione Villa Santa Maria che ha posto l’accento su come l’I.A. al servizio della medicina di precisione possa aiutare a trovare cure personalizzate in tempi molto brevi e “liberare” i medici dalle incombenze amministrative, rendendoli così più vicini ai pazienti, al loro ascolto e al supporto umano ed emotivo di cui necessitano. Trasporti, realtà aumentata, pubblica amministrazione, performance sportive e aziendali alcuni degli altri focus della giornata. In particolare Luca Tommasi, head of Services Operations, Information Technology di TIM, ha spiegato le nuove sfide del digitale per gli operatori delle telecomunicazioni.

«Per restare competitivi – ha detto – la chiave di volta è una nuova architettura a microservizi corredata da tecnologie all’avanguardia di Big Data Analytics e I.A. che accelera la trasformazione facendo leva su dati e tecniche di machine learning per ridurre i costi operativi, il time to serve, e migliorare la customer experience dei clienti». La posta in gioco, a tutti i livelli e in tutti i settori, è dunque molto alta e la sfida è appena iniziata.