Joe Biden e Volodymyr Zelensky, l’uno da Oltreoceano e l’altro da sotto le bombe russe, continuano a spingere sull’acceleratore dello scontro. Il primo chiede altre sanzioni contro il dittatore Putin e il secondo – come scrive Domenico Quirico sulla Stampa – “spinto dalla collera contro i russi, adesso è senza limiti”. Non a caso gli aiuti che, su input della Casa Bianca, vengono inviati all’Ucraina sono armi, armi e ancora armi.

Ma intanto il conto più salato della guerra – assieme ovviamente al Paese invaso, l’Ucraina – lo sta pagando l’Europa (e in particolare le economie più legate alla manifattura e dunque più energivore: ovvero Italia e Germania). Lo dicono le stime del Fondo Monetario Internazionale che ieri ha certificato nello 0,8% il crollo del Pil globale (che per il nostro Paese si traduce nel doppio, secondo il Sole-24 Ore).

La scappatoia dalla dipendenza dal gas della Russia (e del nuovo spettro che si aggira per l’Europa, la stagflazione) si chiama sovranità energetica e sul fronte interno, il premier Mario Draghi le sta provando tutte per risparmiare sui consumi, anche a costo di guadagnarsi il sarcasmo dei giornali che, specie a destra, lo sfottono per la guerra ai condizionatori (“Divieto di fresco, canicola di Stato”, titola caustico Libero) e anche per la ricerca di fonti di approvvigionamento in Africa (“Si cerca il gas nei Paesi dove non ce n’è, in Angola e Congo”, è sempre Libero che ironizza). Ma vediamo in dettaglio come i quotidiani di oggi raccontano i fatti più importanti.

 Guerra senza fine (e senza fini)

Mariupol, bombe sui resistenti, ultimatum russo: arrendetevi e uscite dall’acciaieria. Nuove sanzioni contro Mosca e ancora armi per Kiev” è il titolo di apertura del Corriere della Sera che di spalla riporta “Donbass, esodo ucraino e avanzata dei russi” e il “veto Usa alla partecipazione della Russia al prossimo G20”. Nel suo fondo Angelo Panebianco scrive dell’antiamericanismo “che in Italia si traveste da pacificismo per non stare dalla parte della NATO” ed Enrico Letta, segretario del Pd, interviene sulla necessità di una “Confederazione Europea” che accolga l’adesione dell’Ucraina. 

Anche La Repubblica apre sull’avanzata russa nel Donbass con un titolo (“Pioggia di fuoco”) sui furiosi bombardamenti sulla città martire di Mariupol e pubblica un commento di Moisés Naím su “Putin e la tentazione dell’atomica” e l’appello del Premio Nobel Nadia Murad perchè “lo stupro venga considerato crimine contro l’umanità”.

La Stampa in taglio medio, sotto il titolone “Le ceneri di Mariupol” scrive del “default russo sempre più probabile” e delle nuove armi per “Kiev che non intende cedere di un metro”.

Il Giornale la butta sull’ideologia: “Putin getta la maschera, bombe in nome di Lenin, i russi riportano a Mariupol la statua del padre del comunismo. E Pechino giura fedeltà a Mosca: conflitto decennale, la UE crollerà”.

Sulla Verità, Luttwak consulente della Casa Bianca avvisa: “Basta insulti allo zar, serve cessate il fuoco e referendum nel DonBass. Una via d’uscita per Putin oppure si rischia l’atomica”. 

“Uscita di insicurezza” titola Avvenire che riporta: “Non è garantito il corridoio umanitario a Mariupol, bombe sull’acciaieria in cui sono barricati il battaglione Azov e i civili. Mosca rassicura, non useremo atomica. Biden chiama gli alleati Nato e ribadisce l’invio di armi. Draghi: parliamo pure di pace. Crimini di guerra anche degli ucraini”. 

Spazio su tutti i quotidiani alla polemica sulle dichiarazioni filo-putiniane e anti-Ucraine dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani.

Tutta l’economia che serve 

Il Sole-24 Ore titola sulle nuove stime FMI: “Effetto guerra, Pil giù e prezzi su, il rendimento dei BTP balza al 2,56%. Tagliato dello 0,8% il Pil mondiale, in Italia frenata quasi doppia”.

Sul quotidiano di Confindustria di spalla il caro-materie prime (“Aziende in cerca di materiali riciclati, 154 milioni di tonnellate sono i rifiuti industriali riciclati il 69%”), l’energia (“Rigassificatori, un commissario per accelerare”), il Decreto Aiuti per compensare i rincari (“Opere pubbliche, il taglia-costi potrà valere fino a 1 miliardo”) e un commento critico di Mario Baldassarri sui numeri del Def: “Ora serve una manovra da 50 miliardi”.

Anche La Repubblica dedica la spalla di prima pagina all’economia: “Le previsioni del FMI: la guerra frena il mondo, l’Italia soffreCrescita a 2,3%” con Carlo Cottarelli che scrive dello “spettro della stagflazione”.

Interessante la lettura del Fatto Quotidiano rispetto alle stime FMI: “Pil Ucraina -35%, Russia -8,5, Europa -1,1, Stati Uniti -0,3. Il conto della guerra lo paga l’UE: USA salvi”.

In prima pagina sul Corsera, in taglio medio: “Condizionatori, scatta la stretta, da maggio limite a 25 gradi negli edifici pubblici per ridurre i consumi di energia. Misure anche in inverno per i termosifoni”. Sarcastico su questo tema Libero Quotidiano che titola: “Divieto di fresco, parte la canicola di Stato” con il direttore Attilio Sallusti che commenta “La lotta ai condizionatori, la Montagna e il Topolino”.

Il Messaggero, sul tema gas, intervista Franco Frattini che dice: “Puntare sull’Africa” e in prima pagina riporta la notizia che “Per dire no al petrolio l’Ue è pronta ad aiuti di Stato a chi è in crisi: Germania autorizzata a versare 20 miliardi alle aziende tedesche”. In taglio medio sul giornale romano: “Turisti solo con prenotazioni, così Venezia dice basta alla ressa. Svolta in laguna, previsto anche un ticket per i veneti”.

Sul Foglio, l’ad di Italgas Paolo Gallo spiega “Perché il tetto europeo al prezzo del gas è giusto perché l’Italia non deve avere paura dell’embargo russo”.

La Verità apre oggi con un attacco ad Autostrade: “Scandaloso ai Benetton anche il regalo covid. Dovevano essere puniti per il ponte Morandi e invece… aggirata ogni norma su ristori per dare ad Autostrade 1 miliardo per un anno di diminuzione di introiti”.

Ipse dixit

“Il Pil del Sud crescerà del 24% nei prossimi 4 anni” (La ministra per il Sud Mara Carfagna spiega come rilanciare il Mezzogiorno in un’intervista al Corriere)

Il CoVid sparito (dalle prime pagine) 

La Stampa di spalla in prima pagina si ricorda del virus e fa parlare Mantovani (“Il CoVid c’è, quarta dose per tutti e la mascherina è utile”) e la virologa Antonella Viola: “il virus che cambia ci dirà come reagire”.

La (scarsa) politica in tempi di guerra

Continua la polemica sul cosiddetto “Russiagate”, le interferenze russe sulle elezioni americane del 2016 e il caso degli incontri segreti tra il segretario alla giustizia USA Barr e i servizi italiani con l’ex premier Giuseppe Conte che dice “non sapevo nulla della cena segreta” ma Renzi lo attacca (La Repubblica).

Sul caso in prima pagina scrive anche il Giornale: “Russia, Cina e spie, tutti i buchi neri dell’era Conte a Palazzo Chigi. Imbarazzo 5 Stelle, il PD tace

Per chi ha tempo (gli editoriali) 

“All’inizio di questa tragedia, il presidente ucraino dipendeva da noi, dalle nostre decisioni, adesso saremo in grado di porre dei limiti, dirgli di no se pensiamo che possa commettere errori? Possiamo ancora chiedergli di tentare mosse diverse senza perdere la faccia?” (Così ci intrappola la logica Zelensky”Domenico Quirico su La Stampa).