Gli Stati Uniti si trovano a fare i conti con uno dei più pesanti contraccolpi finanziari legati alla politica commerciale degli ultimi anni. Dopo la storica decisione della Corte Suprema, che ha dichiarato illegittimi una parte dei dazi introdotti dall’amministrazione Trump facendo ricorso ai poteri d’emergenza, Washington ha già rimborsato 81 miliardi di dollarialle aziende che avevano versato le tariffe sulle importazioni. Una cifra che riaccende il dibattito sull’efficacia dei dazi come strumento di politica economica e sulle conseguenze per i conti pubblici americani.
Una sentenza che cambia gli equilibri
La Corte Suprema ha stabilito, con una maggioranza di 6 voti contro 3, che il presidente non poteva imporre quei dazi facendo leva sull’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), norma pensata per affrontare emergenze nazionali e non per introdurre nuove imposte commerciali. La Costituzione americana, infatti, attribuisce al Congresso il potere di imporre tasse e dazi, salvo specifiche deleghe previste dalla legge. La pronuncia ha quindi cancellato la base giuridica di una parte delle tariffe introdotte nel 2025.
Rimborsi record e deficit sotto pressione
I dati del Dipartimento del Tesoro mostrano che, dall’inizio dell’anno fiscale 2026, il governo federale ha già restituito 81 miliardi di dollari, contro appena 5 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente. La quasi totalità dei rimborsi è stata effettuata tra maggio e giugno, in seguito alla sentenza della Corte Suprema. Il venir meno di queste entrate rischia ora di pesare sul deficit federale, già in crescita, proprio mentre gli Stati Uniti affrontano un aumento della spesa per interessi sul debito pubblico.
Le imprese chiedono il conto
Sono oltre mille le aziende che hanno avviato azioni legali per recuperare i dazi versati. La stessa Corte Suprema non ha definito un meccanismo automatico di rimborso, lasciando aperta la strada a un lungo contenzioso amministrativo e giudiziario. Secondo diverse stime, l’esposizione complessiva del governo americano potrebbe arrivare fino a 200 miliardi di dollari, rendendo questa vicenda uno dei più rilevanti casi di restituzione fiscale nella storia recente degli Stati Uniti.
Il costo politico della strategia commerciale
I dazi erano stati uno dei pilastri della politica economica di Donald Trump, presentati come uno strumento capace di rilanciare la produzione interna, riequilibrare gli scambi commerciali e ridurre il disavanzo pubblico. La decisione della Corte Suprema, però, non rappresenta soltanto una sconfitta giuridica: apre anche un nuovo fronte sul piano finanziario, costringendo Washington a restituire decine di miliardi di dollari e mettendo in discussione uno dei principali strumenti utilizzati dall’amministrazione per finanziare parte della spesa federale.















