L’U.S. Customs and Border Protection interromperà a partire dalle 00:01 di martedì 24 febbraio (le 6:01 in Italia) la riscossione dei dazi imposti in base all’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa), dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. A riportarlo è Reuters la quale specifica che la decisione segna un passaggio cruciale nel braccio di ferro giuridico e commerciale che ha coinvolto l’amministrazione americana. I dazi in questione erano stati introdotti facendo leva su poteri emergenziali previsti dalla normativa Ieepa, uno strumento che consente al presidente di intervenire in ambito economico in presenza di minacce straordinarie alla sicurezza nazionale. Tuttavia, la Corte Suprema ne ha sancito l’illegittimità, imponendo di fatto uno stop immediato alla loro applicazione.
Nuovo dazio globale al 15%
La sospensione della riscossione coincide però con una nuova mossa sul fronte commerciale: l’ex presidente Donald Trump ha annunciato l’introduzione di un dazio globale del 15%, fondato su una diversa autorità legale, che va a sostituire quelli annullati dalla Corte Suprema lo scorso venerdì.cIl cambio di base giuridica non modifica l’impatto potenziale sulle imprese e sugli scambi internazionali, ma segnala un tentativo di mantenere invariata la pressione tariffaria aggirando il perimetro normativo bocciato dai giudici. Resta da capire quali saranno le reazioni dei partner commerciali e se la nuova misura sarà a sua volta oggetto di ricorsi.
Nessuna indicazione sui rimborsi
La Dogana statunitense non ha fornito dettagli su eventuali rimborsi per gli importatori che abbiano già versato i dazi ora dichiarati illegittimi. Un punto tutt’altro che secondario: le aziende coinvolte attendono chiarimenti su tempi e modalità di restituzione delle somme eventualmente incassate dallo Stato. L’agenzia ha inoltre precisato che la sospensione riguarda esclusivamente i dazi imposti ai sensi dell’Ieepa e non incide sugli altri strumenti tariffari introdotti dall’amministrazione Trump. Restano dunque pienamente in vigore le misure adottate ai sensi della Sezione 232 dello Statuto sulla Sicurezza Nazionale — utilizzata in passato per colpire acciaio e alluminio — e della Sezione 301 dello Statuto sulle Pratiche Commerciali Sleali, spesso impiegata nei confronti della Cina.
Impatto su imprese e mercati
Il doppio binario — stop giudiziario da un lato, nuova imposizione dall’altro — crea uno scenario di forte incertezza per operatori economici e mercati finanziari. La decisione della Corte Suprema introduce un precedente rilevante sul perimetro dei poteri presidenziali in materia commerciale, mentre la scelta di reintrodurre rapidamente un dazio globale al 15% segnala la volontà politica di mantenere una linea protezionistica. Per le imprese, soprattutto quelle integrate in catene del valore globali, il nodo resta la prevedibilità normativa: senza indicazioni sui rimborsi e con nuove misure già in arrivo, il rischio è quello di un contesto regolatorio instabile, in cui la leva tariffaria continua a essere utilizzata come strumento di politica economica e geopolitica.
















