Stati Uniti e Cina provano ad aprire un nuovo canale di comunicazione su uno dei dossier più delicati della competizione tecnologica globale: la sicurezza dell’intelligenza artificiale. Durante i colloqui del 20 settembre a New York tra il segretario al Tesoro americano Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng, Washington ha proposto la creazione di un meccanismo attraverso cui i due Paesi possano notificarsi incidenti o situazioni legate all’AI con possibili implicazioni per la sicurezza nazionale.
L’obiettivo, secondo Bessent, è aumentare la trasparenza tra quelle che ha definito le due principali potenze mondiali nel campo dell’intelligenza artificiale. “Vogliamo una visione condivisa sugli obiettivi comuni e sulle minacce comuni”, ha spiegato il segretario al Tesoro dopo il colloquio. Bessent sottolinea inoltre l’importanza di passare da una situazione di maggiore opacità a un rapporto più trasparente tra Stati Uniti e Cina sulle questioni legate all’AI.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Una linea diretta per gli incidenti AI

La proposta americana non equivale ancora a un accordo operativo. Si tratta di un “notification mechanism”, cioè di un sistema attraverso cui Washington e Pechino potrebbero avvisarsi nel caso di incidenti particolarmente seri legati ai sistemi di intelligenza artificiale. Bessent ha indicato come possibili casi quelli nei quali l’AI sollevi questioni di livello di sicurezza nazionale. Secondo Associated Press, il meccanismo potrebbe riguardare eventi come gravi malfunzionamenti, utilizzi pericolosi dei sistemi o altre situazioni capaci di produrre conseguenze oltre i confini di un singolo Paese.
Le due delegazioni hanno discusso anche la possibilità di proseguire un vero e proprio “US-China AI dialogue”.  La Cina, tuttavia, non ha pubblicamente accettato nei dettagli il sistema di notifica proposto dagli Stati Uniti.

Il dossier arriva al vertice Trump-Xi

Il nuovo canale sull’AI è stato discusso pochi giorni prima dell’incontro alla Casa Bianca tra il presidente americano Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, previsto per giovedì 24 settembre 2026. La proposta americana dovrebbe essere sottoposta ai due leader insieme agli altri dossier del rapporto bilaterale.
I colloqui preparatori di New York non hanno riguardato soltanto l’intelligenza artificiale. Sul tavolo ci sono stati anche commercio, investimenti, minerali critici e la futura gestione delle relazioni economiche tra le due maggiori economie mondiali. Reuters riferisce che AI e sicurezza tecnologica sono ormai entrate stabilmente nel confronto tra Washington e Pechino insieme alle questioni commerciali tradizionali.

Competizione tecnologica e sicurezza

Il tentativo di aprire un canale di comunicazione arriva mentre Stati Uniti e Cina continuano contemporaneamente a competere per la leadership nell’intelligenza artificiale.
Washington mantiene restrizioni sull’esportazione verso la Cina di alcuni dei chip più avanzati utilizzati per l’AI, mentre Pechino sta accelerando lo sviluppo di semiconduttori e modelli propri. Le due potenze hanno inoltre posizioni differenti sulla regolamentazione della tecnologia e continuano ad accusarsi reciprocamente su diversi temi legati alla sicurezza informatica e all’uso strategico dell’intelligenza artificiale.
Nonostante questa rivalità, esistono alcuni rischi sui quali una comunicazione diretta potrebbe risultare utile a entrambe le parti: attacchi informatici alimentati dall’AI, incidenti che coinvolgano infrastrutture critiche, sistemi autonomi impiegati in ambito militare e comportamenti imprevedibili di modelli sempre più avanzati.