uomini e donne
La differenza di trattamento, principalmente economica, tra donna e uomo nel mondo del lavoro è oggi al 17%

Uomini e donne non hanno le stesse possibilità di accesso al credito. A dirlo è un’indagine della Fabi, che spiega come  la differenza sia quantificabile su scala nazionale attorno ai 70 miliardi di euro. Lo stock dei finanziamenti alle famiglie concesso dagli istituti, nel 2023, ammontava a oltre 474 miliardi di euro: di questi 164 miliardi è stato erogato agli uomini, 95 miliardi alle donne e 216 miliardi si riferiscono a contratti di finanziamento cointestati. Le regioni peggiori sono Campania, Puglia, Veneto, Sicilia, Basilicata, Lombardia, Piemonte e Calabria, dove il credito concesso alla clientela femminile non supera la media nazionale del 20%. Le tre migliori, invece, sono Valle d’Aosta, Sardegna e Lazio dove i finanziamenti bancari arrivano rispettivamente al 25%, 23,2% e 22,9%. In Molise, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Trentino-Alto Adige, Abruzzo, Toscana e Liguria le quote rosa del credito vanno dal 20,8% al 22,4%. Sileoni: «La parità di genere passa anche per l’accesso al credito bancario. Servono misure specifiche per ridurre il divario sui prestiti» spiega il presidente di Fabi Lando Maria Sileoni.

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Uomini e donne, le differenze ci sono anche nelle pensioni

Differenze di genere anche nella previdenza, con le pensioni rosa fortemente penalizzate. Le pensionate italiane percepiscono in media un assegno mensile di 1.416 euro, mentre gli uomini incassano 1.932 euro in media. Pur essendo numericamente superiori (8,3 milioni rispetto ai 7,8 milioni di uomini), alle donne sono spettati, dato di fine 2022, su 321 miliardi erogati complessivamente, 141 miliardi, mentre agli uomini 180 miliardi circa. In termini relativi quindi, le pensioni femminili sono più “leggere” di quelle maschili del 36%, nonostante le donne percepiscano in media maggiori prestazioni pensionistiche rispetto agli uomini (l’80% dei pensionati uomini beneficia di una sola prestazione, contro il 64% delle donne, mentre il 7% delle donne riceve tre prestazioni, contro il 3% degli uomini). Rimangono ancora forti quindi le divisioni tra uomini e donne sia nell’accesso al credito bancario che nel percepire le pensioni.

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