Parità di genere e pari opportunità: i semi della trasformazione germogliano dal mercato del lavoro. Per piantarli, tuttavia, è necessario che gli attori del tavolo – imprenditori, manager delle risorse umane, professionisti, dirigenti sindacali e lavoratrici e lavoratori, naturalmente – siano in possesso di una corretta, e aggiornata, informazione sullo stato dell’arte di leggi e regolamenti, anche di emanazione europea. A raccogliere normative e proposte ci ha pensato un gruppo di esperti che hanno curato un vademecum di facile e chiara consultazione. Gli approfondimenti vanno da un’equa ripartizione del lavoro alla redistribuzione dei ruoli, dal pericolo di una regressione reale nella parità di genere al rafforzamento delle tutele per la maternità e la paternità, passando dal lavoro subordinato al ruolo delle politiche attive, fino alla contrattazione collettiva, in specie di quella di Cifa e Confsal, che nei contratti nazionali di categoria dedica un’intera partizione ai diritti individuali e un capo alla genitorialità.

Il volume si intitola “Parità di genere Mercato del Lavoro Contrattazione di qualità – Guida per imprenditori, HR, professionisti, dirigenti sindacali”, edito da Giuffrè Francis Lefebvre. A firmarne l’introduzione, e non è un caso, monsignor Samuele Sangalli, sottosegretario del Dicastero per l’Evangelizzazione, Seconda Sezione, testimone qualificato della necessità di una riflessione etica su cosa vada cambiato a monte. Punto di partenza per lui è «l’adozione di una logica antidiscriminatoria che significa non lasciare indietro nessuno e nessun ambiente, evitando le polarizzazioni che nel passato hanno penalizzato l’una o l’altra componente della famiglia umana, moltiplicando ingiustizie ancora oggi difficili da sradicare e sanare».

Non è un caso, neppure, che a puntare su questa guida sia una realtà come Cifa, l’associazione di imprese che ha promosso una “terza via della contrattazione collettiva”, dove  regole e norme sono plasmate sui bisogni dei singoli e che,  attraverso gli enti bilaterali Epar, Fonarcom e Sanarcom, persegue la soddisfazione di quei bisogni, offrendo più investimenti in formazione, più welfare aziendale e migliori prestazioni sociali. Per Andrea Cafà, presidente di Cifa Italia e del fondo interprofessionale Fonarcom, «saranno le imprese che oggi puntano sui fattori sociali e di sostenibilità a saper trasformare, prima e meglio delle altre, gli obblighi imposti dalle norme di legge in opportunità di crescita. Nel nostro pensiero – spiega – la persona sta al centro di tutto: dell’organizzazione aziendale, delle politiche del lavoro, della contrattazione stessa. E l’attenzione alla persona e alle sue esigenze non può non avere quale logica e necessaria declinazione la garanzia delle pari opportunità nel mercato del lavoro».

Il volume, diviso in due parti – Parità di genere nella contrattazione di qualità e Parità di genere nel mondo del lavoro –, principia proprio con il contributo di Andrea Cafà, tutto centrato sul cambiamento culturale della parità di genere nei luoghi di lavoro. È Cesare Damiano, presidente dell’associazione Lavoro & Welfare, a registrare il passaggio, avvenuto con il lockdown, dal lavoro di cura ai lavori di cura. Quei lavori che gravano soprattutto sulle donne, le quali sono le prime a essere escluse e sottovalutate dal e nel mercato del lavoro, e che richiederebbero piuttosto una maggiore flessibilità e una programmazione più stabile, ad esempio attraverso una rimodulazione del fattore-congedo. Anche qui – sottolinea Damiano, che affronta nel libro l’argomento nell’alveo del rapporto tra relazioni contrattuali e diritti sociali e civili – è necessario «verificare le possibilità di riequilibrio per promuovere le pari opportunità e rimuovere le discriminazioni di genere». Con Walter Rizzetto, presidente dell’XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera, viene ribadito come lo «strumento fondamentale, da ampliare e rinnovare nelle strategie per migliorare la parità di genere a livello aziendale e settoriale» sia «quello della contrattazione collettiva… Da questo punto di vista, gli stessi sindacati – avverte – dovrebbero rafforzare la presenza delle donne nelle loro organizzazioni, per attuare una maggiore uguaglianza».

Dal canto suo, Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale Confsal, il sindacato che con Cifa ha lanciato l’innovativa contrattazione di qualità, si rifà all’art. 37 della Carta Costituzionale che recita “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”. «Dalla Carta Costituzionale a oggi tanta strada è stata fatta per dare attuazione alla sostanziale parità tra uomo e donna nel mercato del lavoro – puntualizza Margiotta –, eppure ancora oggi le discriminazioni non possono ritenersi superate o arginate, con grave compromissione dei diritti fondamentali, anche dal punto di vista economico e sociale».

Che fare, dunque? Andare, a suo parere, verso «un modello di relazioni industriali di tipo partecipativo e una feconda contrattazione di prossimità, strumenti più idonei a governare il continuo processo di cambiamento e a garantire il concreto raggiungimento degli obiettivi declinati dal legislatore, contribuendo in modo determinante, e al di là delle previsioni normative, a realizzare la parità lavorativa tra i generi riconosciuta e tutelata dall’ordinamento giuridico, ma, ad oggi, non pienamente praticata dal mercato».

Ad aprire la seconda parte del volume è un’esperta di relazioni sindacali come la professoressa emerita di Diritto del lavoro al dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona, Donata Gottardi. Il testo sui divari di genere, sul nuovo assetto legislativo e sul ruolo sindacale, è corredato da 13 schede di sintesi elaborate insieme con Marco Peruzzi (professore associato di Diritto del lavoro, nel dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona, Maria Giovannone (avvocato, ricercatrice, componente del Gert-Gender Equality Research Team presso il dipartimento di Economia dell’Università degli Studi Roma Tre) e Veronica Verzulli (ricercatrice e componente del Gert). Per perseguire uno degli obiettivi dichiarati del libro, quello di «concorrere a orientare l’azione sindacale verso il superamento dei divari di genere, aggiornando la conoscenza della normativa che mai come oggi è in fibrillazione, con interventi diretti e indiretti che è importante conoscere», Donata Gottardi parte dall’indicazione dei bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori: «programmazione stabile, flessibilità oraria e di congedi. Chi lavora da casa ha bisogno di innovazione organizzativa che superi la dicotomia tra lavoro basato sull’orario e lavoro basato sui risultati. Cifa Italia e Confsal stanno investendo in questa direzione, come dimostra l’Accordo interconfederale di marzo 2021, unico nel panorama nazionale, di regolamentazione del lavoro agile».

Nell’addentrarsi in modo particolareggiato nella maglie fitte della legislazione attuale, Gottardi individua come fil rouge di una evoluzione positiva della normativa e della sua applicazione quello della conciliazione tra vita professionale, familiare e personale e illustra strumenti e armamentari di una possibile cassetta degli attrezzi per una occupazione femminile di qualità. Gottardi ribadisce, inoltre, come «decisivo l’apporto di una contrattazione collettiva, che punti a realizzare una conciliazione efficace e consapevole e che incrementi benessere e produttività». A partire da alcune chiavi di volta: «Contrastare le discriminazioni, finalizzare la contrattazione collettiva a questo obiettivo, formare le parti sociali a riconoscerle e a occuparsene».

Il cantiere è aperto. C’è bisogno dell’apporto di tutti per edificare una struttura in equilibrio, che veda riconosciuti i diritti costituzionali non pienamente applicati, regga l’impatto delle legittime aspirazioni di donne e uomini a una vita lavorativa e professionale di eguale soddisfazione e a un’esistenza completa e vivibile dal punto di vista personale, familiare e della socialità. Il tutto nell’alveo oggi di un ecosistema economico-sociale di crescente complessità, segnato da una tecnologia dominante che impone, innanzitutto, studio e riflessione etica. E c’è bisogno di sistematizzazione e massima condivisione di idee e buone pratiche, come questo lavoro si propone.

di Diana Daneluz